Cisgiordania: sventato attacco contro truppe israeliane, ucciso un palestinese

Pubblicato il 2 giugno 2018 alle 17:40 in Israele Palestina

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Le truppe israeliane hanno sventato un tentato attacco contro alcuni soldati d’istanza sulla strada che porta alla Tomba dei Patriarchi, in Cisgiordania, uccidendo un uomo palestinese.

Sabato 2 giugno, nella città di Hebron, a sud della regione, un veicolo ha cercato di investire i membri dell’esercito israeliano, presso un posto di blocco vicino al complesso architettonico, ma il conducente è stato ucciso dai soldati, secondo quanto riportato dalle Forze di Difesa Israeliane. I media palestinesi hanno identificato l’uomo come il 35enne Rami Sabarnah, proveniente dal vicino villaggio di Beit Unmar. L’esercito ha spiegato che l’uomo, un cittadino palestinese, ha prima cercato di investire un ufficiale e un altro soldato con un piccolo trattore e poi, dopo averli mancati, ha fatto inversione e si è scagliato contro i civili israeliani di passaggio.

Un soldato che si trovava sul tetto di un edificio vicino ha individuato la minaccia alla vita dei civili e ha aperto il fuoco contro l’assalitore, uccidendolo. Nessun soldato è stato ferito durante l’incidente. Il Ministero della Salute palestinese ha confermato la morte di Sabarnah, ma i funzionari non hanno fornito ulteriori dettagli sull’accaduto.

L’attacco è avvenuto in un periodo nel quale le truppe israeliane permettono la piena libertà di preghiera ai palestinesi in Cisgiordania, in occasione del mese musulmano del Ramadan. Sono state pertanto rimosse alcune restrizioni, che hanno consentito l’accesso all’intero complesso della Tomba dei Patriarchi il venerdì e la libertà di movimento a migliaia di palestinesi, che hanno potuto raggiungere il Monte del Tempio, a Gerusalemme. Le Forze di Difesa Israeliane di solito intensificano le loro attività durante il Ramadan.

Negli ultimi mesi, si è verificata a escalation delle tensioni fra Palestina e Israele. Circa 119 palestinesi sono stati uccisi dal fuoco israeliano durante una serie di proteste al confine con la Striscia di Gaza, cominciate il 30 marzo, in occasione della Marcia del Ritorno.

Le trattative di pace fra israeliani e palestinesi sono fallite nel 2014. Da allora, gli Stati Uniti hanno avanzato alcune proposte per riprendere il dialogo fra le due parti, senza ottenere però alcun progresso. I palestinesi vogliono stabilire uno Stato indipendente in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza, dichiarando Gerusalemme Est capitale di tale sistema. Gaza è controllata dal gruppo islamista di Hamas, che Israele e l’Occidente considerano un’organizzazione terroristica, mentre l’esercito israeliano controlla la maggior parte del territorio della Cisgiordania. Il territorio è soggetto alla Quarta Convenzione di Ginevra del 12 agosto 1949, che riguarda la protezione dei civili in tempo di guerra. Tale status è stato adottato nel 1967, in seguito alla guerra dei sei giorni e all’occupazione da parte di Israele del territorio palestinese, nonostante la Cisgiordania sia interamente rivendicata dalla Palestina. In base agli accordi di Oslo del 1993, la Cisgiordania è stata divisa in 3 settori amministrativi, ovvero le aree A, B e C. L’area A è sotto il pieno controllo civile dell’Autorità Palestinese, l’area B viene amministrata in modo congiunto da Israele e Palestina e l’area C si trova sotto il pieno controllo israeliano.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Chiara Romano

di Redazione

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