Elezioni Pakistan: Commissione Elettorale rilascia il programma e il codice di condotta

Pubblicato il 2 giugno 2018 alle 6:02 in Asia Pakistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La Commissione Elettorale del Pakistan, il 31 maggio, ha rilasciato il programma e il codice di condotta per le elezioni generali che si terranno il 25 luglio 2018. Babar Yaqoob, il segretario della Commissione, ha dichiarato che i candidati potranno presentare le nomine dal 2 al 6 giugno. I presidenti di seggio pubblicheranno i nomi dei candidati il 7 giugno e inizieranno lo scrutinio delle loro credenziali lo stesso giorno. Il processo di controllo si concluderà il 14 giugno.

Chi dovesse avere obiezioni nei riguardi dell’accettazione o del rifiuto dei documenti di nomina da parte dei presidenti di seggio potrà fare ricorso entro il 19 giugno. I tribunali d’appello terranno le udienze per tali petizioni fino al 26 giugno. Una volta concluso il processo, le liste dei candidati saranno pubblicate dai presidenti di seggio il 27 giugno. Il 28 giugno sarà la data ultima per il ritiro dei documenti per le nomine. I presidenti di seggio assegneranno i simboli elettorali ai candidati il giorno seguente. Il medesimo programma sarà applicabile ai posti riservati alle donne e ai non musulmani all’interno dell’Assemblea Nazionale e nelle province di Punjab, Sindh, Khyber Pakhtunkhwa e Balochistan.

La Commissione Elettorale ha inoltre emesso un codice di condotta provvisorio per le prossime elezioni. Tale codice delinea prescrizioni e regolamenti per partiti politici, candidati e funzionari elettorali attraverso 6 categorie. Queste includono: condotta generale, campagna, pubblicità, riunioni e processioni, il giorno di votazione e altro.

Ai partiti politici e ai candidati è stato chiesto di astenersi dal propagare opinioni contrarie alla Costituzione e all’ideologia del Pakistan. Oltre a ciò, sono stati invitati a sostenere i diritti e la libertà del popolo. Le regole vietano inoltre al governo o a qualsiasi autorità di inviare o trasferire deputati o funzionari nominati, connessi ai sondaggi, senza l’approvazione della Commissione Elettorale. Ai partiti politici è stata proibita l’accettazione di denaro da potenziali candidati, sotto forma di fondi di partito.

Secondo le regole dettate dalla Commissione, il 5% dei seggi dovrà essere assegnato a donne, in linea con le leggi del Pakistan che richiedono una rappresentanza paritaria tra uomini e donne all’interno degli organi legislativi. La Commissione ha deciso di limitare le spese elettorali per i seggi dell’Assemblea Nazionale a 4 milioni di rupie e a 2 milioni per i seggi provinciali. Al fine di garantire ulteriore trasparenza, ha istruito i candidati ad aprire conti con esclusivo scopo elettorale in qualunque banca del Pakistan, per consentire il monitoraggio delle transazioni. Ancora, secondo il codice di condotta, i candidati saranno tenuti a presentare alla Commissione Elettorale un resoconto completo delle spese sostenute durante le elezioni, entro 10 giorni dal voto. Ai partiti è stato intimato di astenersi dall’influenzare la stampa e i media e di non ricorrere alla violenza in qualsiasi forma. Il codice di condotta proposto, inoltre, impedisce ai partiti di utilizzare fondi dell’erario pubblico per compagne politiche dirette alla stampa o ai media.

La pubblica esposizione di armi da fuoco è stata proibita in occasione di incontri, processioni e generali attività legate alle elezioni. Tale divieto rimarrà in vigore fino a 24 ore dopo il consolidamento dei risultati da parte della Commissione. Questa ha anche vietato ai partiti di tenere più di una riunione pubblica in un singolo collegio elettorale. L’uso di un linguaggio offensivo contro gli avversari sarà trattato come una pratica corrotta.

Il documento afferma inoltre che le bandiere di partito non saranno ammesse in nessuno spazio o proprietà pubblica, anche se, su base di accordi scritti con le autorità locali o tramite il pagamento di imposte, saranno ammesse eccezioni. Partiti e candidati saranno anche tenuti ad astenersi dalla stampa di versetti religiosi su manifesti e pubblicità. La Commissione ha proposto un divieto generale di graffiti, tabelloni e cartelloni pubblicitari e ha consigliato ai partiti politici di educare gli elettori su come esprimere i voti ma di astenersi dall’esposizione di avvisi, cartelli, striscioni o bandiere.

Il presidente, il gabinetto provvisorio e altri funzionari governativi non prenderanno parte alle attività elettorali. Ai leader politici e ai funzionari governativi è stato anche impedito di inaugurare progetti conclusi o di annunciarne di nuovi fino allo svolgimento delle elezioni. Ogni violazione sarà trattata come pratica illegale. “Il giorno delle votazioni ci sarà un divieto totale di ogni tipo di campagna, propaganda, persuasione dei votanti e richiesta di voto in un raggio di 400 metri da ogni seggio elettorale” secondo il documento. Il mancato rispetto del codice di condotta e la diffamazione del corpo elettorale corrisponderebbe ad un oltraggio, secondo le regole redatte dalla Commissione.

Secondo quanto riportato da Reuters, il Partito della Giustizia pakistano, o Teherik-e-Insaf, guidato dal politico Imran Khan, sarà il principale sfidante dell’attuale partito al potere, la Lega Musulmana del Pakistan.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.