Pakistan e India si accordano per ristabilire il cessate fuoco

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 6:45 in India Pakistan

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India e Pakistan, martedì 29 maggio, hanno deciso di ristabilire la Line of Control (LoC) e il Working Boundary (WB). La prima è una linea di demarcazione militare riconosciuta unicamente tra i due Paesi mentre il secondo è il confine riconosciuto dalla comunità internazionale. La violazione di tali linee ha causato più di 100 morti nel corso del 2017-2018. L’accordo è stato raggiunto durante una conversazione telefonica tra il direttore generale delle operazioni militari del Pakistan, il generale Sahir Shamshad Mirza, e il capo dell’esercito indiano, il generale Anil Chauhan.

Il rilascio di dichiarazioni identiche rispetto alla conversazione e l’assenza di accuse reciproche hanno rappresentato un evento senza precedenti, secondo quanto riporta il giornale pakistano Dawn. Sono definiti altrettanto sorprendenti il tempismo della conversazione, iniziata alle 18:00, ora locale indiana, e il celere rilascio di dichiarazioni che ne è seguito. Alla luce delle informazioni divulgate, l’accordo è stato definitivamente concluso e i due leader hanno parlato solo per impegnarsi formalmente.

Tuttavia, rimane la possibilità che l’accordo fosse già stato approvato dal National Security Committee del Pakistan la mattinata del 29 maggio e rinnovando l’impegno al raggiungimento di pace e stabilità.

Secondo le dichiarazioni che sono state rilasciate, i direttori generali delle operazioni militari di entrambi i Paesi hanno concordato di implementare il cessate fuoco pattuito in una lettera del 2003, oltre ad impegnarsi ad esercitare moderazione e contegno, comunicando tramite contatti telefonici e incontri con i comandanti locali nei pressi del confine.

Anche l’accordo di cessate fuoco del 2003 era stato pattuito telefonicamente dai direttori generali delle operazioni militari. Tuttavia, le violazioni della tregua sono progressivamente aumentate nel corso degli anni e un picco di particolare rilievo è stato registrato nel corso del governo Modi, primo ministro indiano dal 2014. Nel 2017, l’India ha commesso 1881 violazioni della tregua accordata, registrando il numero più alto dal 2003. Tali violazioni hanno causato 87 morti, tra civili e militari, in Pakistan. Nel 2018, sono state commesse 1050 violazioni da parte dell’India durante l’arco di 5 mesi, causando la morte di 28 civili. I dati del 2018 riguardo alle perdite militari non sono stati ancora rilasciati.

Sempre secondo quanto riporta Dawn, le truppe indiane hanno equipaggiato i loro cecchini con artiglieria pesante, istruendoli a bersagliare donne, bambini e linee di comunicazione al fine di terrorizzare la popolazione civile.

La violenza lungo la Linea di Controllo e il Working Boundary è stata intensa e frequente nel corso di maggio 2018. 

I contrasti tra Nuova Delhi e Islamabad ruotano intorno al Kashmir, una regione a cavallo tra i due Paesi suddivisa in macro aree, oggetto di dispute territoriali. La zona meridionale di Jammu e Kashmir è amministrata dall’India; la zona settentrionale di Azad Kashmir e Gilgit-Baltistan è sotto la giurisdizione del Pakistan; ed infine, la zona nord-orientale di Aksai Chin è sotto il controllo della Cina. Tale divisione amministrativa non è però formalmente riconosciuta, ragione per cui sia l’India sia il Pakistan continuano a rivendicare zone amministrate dalla controparte.

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di Redazione

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