Myanmar: accordo con le Nazioni Unite per il rientro dei Rohingya

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 6:15 in Asia Myanmar

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Le Nazioni Unite hanno stretto un accordo con il Myanmar, giovedì 31 maggio, volto a permettere alla minoranza musulmana Rohingya rifugiata in Bangladesh di rientrare nel Paese volontariamente ed in completa sicurezza.

“Dal momento che le condizioni attualmente presenti nel Paese non sono ancora favorevoli per il ritorno volontario dei rifugiati Rohingya, il memorandum of understanding rappresenta il primo passo necessario a sostegno degli sforzi del governo del Myanmar di cambiare la situazione”, si legge in una dichiarazione dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati.

La minoranza musulmana Rohingya non è mai stata riconosciuta come minoranza ufficiale del Paese e, per questo, è stata spesso vittima di persecuzioni da parte della maggioranza buddista che popola il Myanmar. Tali persecuzioni hanno subito un aumento progressivo nel corso del 2017, raggiungendo l’apice nel mese di agosto quando alcuni militanti islamisti appartenenti ai Rohingya hanno attaccato alcune stazioni di polizia. Secondo quanto riportato dalle Nazioni Unite, circa 700.000 Rohingya avrebbero lasciato il Paese per rifugiarsi in Bangladesh a seguito dell’avvio dell’offensiva guidata dall’esercito nazionale.

La gravità della situazione aveva spinto i governi di Bangladesh e Myanmar ad incontrarsi per trovare un accordo sul processo di rimpatrio della minoranza Rohingya. Tale accordo è stato raggiunto all’inizio del 2018, nel mese di gennaio, e prevede il completamento del rimpatrio volontario della minoranza islamica in Myanmar nel corso di due anni.

Accanto al memorandum of understanding il governo di Yangon ha dichiarato di voler istituire una commissione indipendente, assistita da esperti internazionali, con lo scopo di indagare sulla violazione dei diritti umani compiuta nello Stato di Rakhine nei confronti della minoranza Rohingya.

Il 7 marzo il capo dei diritti umani presso le Nazioni Unite, Zeid Bin Ra’ad, aveva affermato di sospettare fortemente la commissione di atti di genocidio nei confronti della minoranza musulmana Rohingya da parte del governo del Myanamar a partire da agosto 2017.

Sulla base di questi sospetti, Il governo del Myanmar era stato invitato a compiere tutti i passi necessari a fornire un rendiconto delle violazioni e del rispetto dei diritti della minoranza Rohingya.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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