Marocco: creato un nuovo Istituto per la lotta al terrorismo

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 6:00 in Africa Marocco

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Il re del Marocco, Mohammed VI, ha inaugurato l’Institute for Specialized Training (IST), un sistema di sicurezza pensato per rafforzare le attività di intelligence e antiterrorismo nel Paese. Annunciato il 24 aprile, l’istituto opererà sotto l’ombrello della Direzione Generale per la Sicurezza Nazionale (DGNS) e la Direzione Generale per la Sorveglianza Territoriale (DGST) ed è stato descritto come un organismo modernizzato, orientato alla protezione dei civili e reattivo. L’istituto è volto a dotare le reclute delle competenze necessarie a contrastare le crescenti minacce alla sicurezza e all’integrità territoriale del Paese e, con le sue strutture di formazione all’avanguardia, è destinato a concentrarsi su servizi di intelligence, indagini penali, decodifica e intercettazione della comunicazione. L’obiettivo è quello di sconfiggere l’estremismo violento, il terrorismo e il crimine organizzato, precisando che il fine ultimo è quello di riuscire a “sviluppare meccanismi per anticipare e neutralizzare le minacce terroristiche, garantendo in tal modo l’integrità territoriale e la sicurezza dei cittadini”, secondo quanto riportato da Morocco World News.

L’introduzione dell’istituto permette di integrare anche nuovi elementi come unità speciali volte a combattere la criminalità informatica, una tendenza crescente nella politica globale. L’iniziativa consiste nel reclutare e formare agenti multi-specializzati attraverso tecniche avanzate e attrezzature di intelligence moderne al fine di identificare, prevenire, contenere e neutralizzare efficacemente gli attacchi.

 L’Institute for Specialized Training si inserisce nel programma di revisione generale della sicurezza che il Marocco ha avviato in seguito ai bombardamenti del 16 maggio 2003 a Casablanca. L’episodio è stato l’attacco terroristico più letale che il Paese abbia subito, causando 45 morti, inclusi 12 kamikaze. Gli attentati del 16 maggio si sono rivelati un momento cruciale nella riforma della strategia di sicurezza marocchina, che ha comportato un avvicinamento strategico tra le numerose agenzia e istituzioni di sicurezza del Marocco, tra cui la DGST, la DGSN, l’agenzia di intelligence interna e il Central Bureau of Judicial Investigation (BCIJ). Queste strutture cooperano attraverso la condivisione tempestiva delle informazioni da una unità all’altra della gerarchia operativa. L’Institute for Specialized Training sarà posto sotto la supervisione della BCIJ e opererà nella sede della DGSN, inserendo elementi di ammodernamento e perfezionamento nel piano di difesa del Paese. Il Central Bureau of Judicial Investigation è la principale agenzia responsabile per le operazioni antiterrorismo in Marocco. Creata nel 2015, e soprannominata “l’FBI del Marocco”, dal 2016 il BCIJ ha arrestato complessivamente 161 individui, di cui alcuni provenienti da Algeria, Ciad, Francia e Italia. Nel corso di un’intervista televisiva rilasciata il 17 aprile scorso, il direttore della BCIJ, Abdelhak El Khiam, ha rivelato che, dal gennaio 2015 all’aprile 2017, sono state arrestate in tutto 43 cellule terroristiche.

Sebbene, dal 2003, il nuovo programma di revisione generale della sicurezza abbia risolto efficacemente varie minacce, tra cui lo smantellamento di diverse cellule terroristiche, altri due eventi, ovvero i bombardamenti di marzo e aprile 2007 a Casablanca e l’attentato di aprile 2011 a Marrakech, hanno gettato il Marocco in uno stato di alta preoccupazione per la sua sicurezza. Dopo l’attacco kamikaze di Marrakech, che aveva ucciso 18 persone, il Paese ha deciso di intraprendere una strategia di sicurezza di tipo preventivo, che rende più difficile per le organizzazioni terroristiche della regione, come i gruppi affiliati di Al-Qaeda, stabilire un punto d’appoggio nel Paese. Secondo il direttore della BCIJ El Khiam, il successo delle forze di sicurezza marocchine sta proprio nell’adozione di queste strategie preventive, che mirano a smantellare i gruppi di militanti prima che riescano ad agire, e non solo nella mera concentrazione sulle operazioni di sicurezza.

Il Marocco è ormai ampiamente riconosciuto come il baluardo della sicurezza del Nord Africa, a differenza dei molto più instabili Stati vicini, tra cui Algeria e Marocco. L’efficace sistema anti-radicalizzazione del regno potrebbe inoltre essere utilizzato come esempio dalle autorità europee che, secondo quanto suggerito, nel novembre 2017, dal coordinatore dell’antiterrorismo europeo, Gilles de Kerchove, sono in difficoltà nell’individuare una strategia comune nell’ambito della lotta al terrorismo. Al momento, l’obiettivo del Marocco è quello di assicurare la sua presenza nel continente e promuovere un’agenda Sud-Sud, fornendo una formazione simile agli agenti di sicurezza e di intelligence dei Paesi alleati che si trovano nel resto dell’Africa. Secondo quanto riportato da Morocco World News, il nuovo Istituto per la formazione specializzata è il primo passo verso la costituzione di un progetto che potrebbe segnare la nascita di una politica estera e di sicurezza comune africana.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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