Madagascar: intervento forze dell’ordine se non verrà risolta crisi politica

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 17:00 in Africa Madagascar

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Il ministro della Difesa del Madagascar, Beni Xavier Rasolofonirina, ha annunciato che autorizzerà l’intervento della polizia, nel caso in cui le forze di governo e quelle di opposizione non riescano a risolvere la crisi politica in cui sono coinvolte.

Nel corso di una dichiarazione rilasciata giovedì 31 maggio, il ministro ha esortato “i responsabili della crisi, che vogliono togliere la vita alla nazione” a trovare una soluzione pacifica. A tale proposito, ha ribadito il termine imposto dalla Corte Suprema costituzionale, che ha concesso al presidente del Madagascar, Hery Rajaonarimampianina, 7 giorni per nominare un primo ministro con il consenso delle parti interessate. Se ciò non dovesse avvenire, ha dichiarato Rasolofonirina, a quel punto la polizia interverrà “come ultimo baluardo della Nazione”.

Al momento, i negoziati sono in una fase di stallo. Nella giornata di giovedì 31 maggio, esponenti del governo e dell’opposizione hanno partecipato a un vertice organizzato dal Consiglio di riconciliazione nazionale del Madagascar. Tuttavia, sia il capo dello Stato, sia i principali leader dell’opposizione, sebbene invitati, non hanno preso parte all’incontro.

All’inizio di aprile 2018, il governo del Madagascar aveva approvato una legge elettorale che obbliga i candidati presidenziali a presentare un resoconto delle loro condanne giudiziarie. Questa decisione, secondo l’opposizione, andrebbe a sfavorire Marc Ravalomanana, ex leader del Paese, deposto con un colpo di Stato nel 2009 e accusato di alcuni reati. Gli oppositori del governo avevano dichiarato che tale decisione era stata presa per prevenire a Ravalomanana di ricandidarsi alle prossime elezioni, previste per la fine del 2018. Numerose critiche erano state rivolte, inoltre, alle norme sul finanziamento delle campagne elettorali, nonché a quelle relative all’accesso ai media. Tutto ciò aveva dato origine, sabato 21 aprile, a una serie di proteste per le strade della capitale, Antananarivo, durante le quali sono rimaste uccise 2 persone. In seguito a tali episodi di violenza, giovedì 3 maggio, l’Alta Corte del Madagascar aveva definito incostituzionale la nuova misura legislativa, e l’opposizione aveva richiesto le dimissioni di Rajaonarimampianina, continuando a protestare. Infine, lo scorso 12 maggio, il presidente ha approvato una nuova legge elettorale che permetterà a Ravalomanana di concorrere per la carica di presidente.

Dopo il golpe del 2009, il Madagascar è stato al centro di numerosi disordini. Fino al 2014, Andry Rajoelina rivestì la carica di presidente di transizione. Successivamente, quando nel 2013 vennero indette le elezioni presidenziali, sia a Ravalomanana, sia a Rajoelina fu impedito di partecipare, e i risultati segnarono la vittoria di Rajaonarimampianina. Durante il suo mandato, le crisi politiche si attenuarono. Non è ancora stato confermato però se il presidente si ricandiderà alle nuove elezioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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