Libia: gruppi armati attaccano base aerea vicino Sabha

Pubblicato il 1 giugno 2018 alle 11:45 in Africa Libia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Un gruppo armato ha lanciato un attacco a sorpresa sulla base aerea di Tamanhint, nella Libia centro-occidentale, vicino la città di Sabha, e ha preso per breve tempo il controllo dell’area prima che le forze armate della Dignity Operation, guidate dal maggio 2014 dal generale Khalifa Haftar, riacquistassero rapidamente la gestione della base. Secondo quanto riportato dal quotidiano The Libya Observer, l’episodio si è verificato nella giornata di giovedì 31 maggio, quando 15 veicoli militari hanno attaccato il cancello principale e hanno iniziato uno scontro a fuoco con i combattenti di Haftar che si è concluso con la presa del territorio da parte degli aggressori. Tuttavia, più tardi, il gruppo è stato costretto a ritirarsi sotto i pesanti attacchi aerei della Dignity Operation e solo allora i combattenti a terra hanno potuto riprendere il controllo della base.

Alcune fonti locali hanno riferito che un soldato delle forze di Haftar sarebbe stato ucciso, mentre altri quattro feriti nel corso dello scontro a fuoco. Nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco, ma la Dignity Operation ha accusato le Benghazi Defense Brigades di essere coinvolte nell’offensiva. Altre fonti, invece, ritengono che gli aggressori appartengano alla tribù Tabu, impegnata da mesi in un conflitto sanguinoso con la rivale Awlad Suleiman per il controllo del traffico di contrabbando e dei giacimenti petroliferi nella zona. Gli scontri si sono verificati in maniera sporadica a partire dal 4 febbraio scorso, ma si sono intensificati dal 28 febbraio, causando numerose vittime.

I contrasti tra le due tribù avvengono nell’ambito del tentativo della Lybian National Army, guidata dal generale Haftar, di espandere il proprio controllo nel sud del Paese. Alcune forze della tribù Awlad Suleiman si sono affiancate ai combattenti dell’LNA, costituendo la cosiddetta Sesta Divisione, e combattono contro i Tabu, i quali si dichiarano fedeli al governo di Tripoli. Tuttavia, il premier libico, Fayez al-Sarraj, ha reso noto che il suo governo non è schierato con nessuna delle due tribù, e che entrambe le parti coinvolte nel conflitto devono impegnarsi a raggiungere un accordo.

I presunti responsabili, secondo la Dignity Operation, dell’attacco di giovedì 31 maggio, ovvero le Benghazi Defense Brigades, sono composte da combattenti che sono stati espulsi da Bengasi dalle forze dell’LNA, dove il comandante Haftar combatte contro le forze islamiste e altri oppositori dal giugno 2014. Molte persone vicine al generale accusano il Governo di Accordo Nazione di Tripoli, presieduto da al-Serraj e sostenuto dalle Nazioni Unite, di supportare le milizie delle BDB.

In seguito all’uccisione del colonnello Muammar Gheddafi, che governava il Paese dal 1969, avvenuta il 20 ottobre 2011, la Libia è precipitata nel caos. Ad oggi, due governi rivali si contendono il potere: uno, con sede a Tripoli, riconosciuto dalla comunità internazionale, è stato creato dalle Nazioni Unite con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015, e l’altro a Tobruk, supportato da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti, il cui uomo forte è il generale Haftar.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.