UK: aumento di esportazione di armi verso Israele

Pubblicato il 31 maggio 2018 alle 7:30 in Israele UK

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La Campaign Against Arms Trade (CAAT) ha riportato che la vendita di armi a Israele da parte del Regno Unito, nel 2017, ha raggiunto il valore di 221 milioni di sterline, con un aumento del 256% rispetto al 2016, il cui valore ammontava ad 86 milioni. Nel 2015, invece, le vendite si erano fermate a 20 milioni di sterline. In totale, il Regno Unito ha venduto armi ad Israele per un valore pari a 350 milioni di sterline negli ultimi 5 anni. Tra i prodotti oggetto delle transazioni sono compresi munizioni per piccole armi, fucili di precisione e missili.

Il portavoce del CAAT, Andrew Smith, ha dichiarato ad Al-Jazeera English che alcune indagini del governo britannico hanno confermato che le armi vendute precedentemente dal Regno Unito ad Israele sono state utilizzate in almeno due offensive contro la popolazione di Gaza nel 2009 e nel 2014. Smith ha altresì aggiunto che l’aumento delle vendite di armi rappresenta una testimonianza del rafforzamento delle relazioni politiche e militari tra i due Paesi. Tale avvicinamento è dimostrato anche dalla visita di 5 giorni del principe William in Israele e nei territori palestinesi occupati, programmata per il prossimo mese, la prima di un membro della famiglia reale britannica. Il principe si recherà, il 24 giugno, nella capitale della Giordania, Amman, per poi trasferirsi verso Tel Aviv, Gerusalemme e Ramallah. Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico The Guardian, la notizia della visita ha provocato alcune critiche da parte dei gruppi in difesa dei diritti umani. Molti di loro i quali hanno giudicato inopportuno il fatto che un membro della famiglia reale si rechi in un Paese che, solo il 14 maggio, aveva utilizzato la forza contro alcuni protestanti palestinesi, che si erano riuniti per manifestare contro l’apertura dell’Ambasciata degli Stati Uniti a Gerusalemme, provocando 60 morti e 2.700 feriti e il disappunto di gran parte della comunità internazionale, tra cui lo stesso governo di Downing Street. In quell’occasione, la premier britannica, Theresa May, aveva definito l’uso della forza da parte dell’esercito israeliano “molto preoccupante”, richiedendo l’imposizione di limiti severi. Sia Andrew Smith, sia Kerry Moscogiuri, direttore delle campagne britanniche di Amnesty International, hanno dichiarato di sperare che, durante la visita, il principe William condanni gli avvenimenti del 14 maggio, in quanto “il non parlarne verrebbe interpretato come un sostegno implicito all’uso della forza”, ha dichiarato Smith. Iran Daily riporta inoltre che, nel mese di marzo, un altro report aveva rivelato come il Regno Unito stesse utilizzando licenze segrete per aumentare le proprie esportazioni di armi in Medio Oriente, in particolare verso l’Arabia Saudita.

La Campaign Against Arms Trade, è un’organizzazione con sede nel Regno Unito, il cui obiettivo è di migliorare il rispetto dei diritti umani, la sicurezza e lo sviluppo economico tramite la fine del commercio internazionale delle armi.

 

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di Redazione

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