Cina: rigettate accuse americane di militarizzazione del Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 31 maggio 2018 alle 19:45 in Asia Cina

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A seguito della dichiarazione del segretario della Difesa americano, James Mattis, secondo la quale gli Stati Uniti continueranno a compiere esercitazioni militari nelle acque del Mar Cinese Meridionale per contrastare le rivendicazioni territoriali della Cina, il governo di Pechino ha intimato gli Stati Uniti di smettere di promuovere la questione del Mar Cinese Meridionale.

“Trattare la questione della militarizzazione del Mar Cinese Meridionale è irragionevole da parte degli Stati Uniti. Le forze militari americane spiegate nelle acque del Mar Cinese Meridionale eccedono il numero totale di forze militari cinesi e degli altri Paesi che si affacciano su tale mare”, ha dichiarato Hua Chunying, portavoce del ministero degli Esteri cinese.

Secondo il governo di Pechino il dispiegamento di attrezzatura militare sulle proprie isole nel Mar Cinese Meridionale è legittimo e giustificato dal diritto di autodifesa, riconosciuto dal diritto internazionale. Tuttavia, il segretario della Difesa Mattis ha ricordato che il presidente della Cina, Xi Jinping, in occasione della sua visita presso la Casa Bianca nel 2015, aveva promesso che le isole contese nel Mar Cinese Meridionale non sarebbero state militarizzate.

La Cina reputa le isole dell’area parte integrante del territorio nazionale e considera un suo diritto installare equipaggiamenti militari su di esse. Pechino ha costruito nella regione alcune infrastrutture, quali basi aeree, radar, sistemi di comunicazioni, moli navali e piste di atterraggio per gli aerei militari. Secondo il governo cinese, sono almeno 4 i suoi aeroporti nel Mar Cinese Meridionale: quello dell’isola Woody e quelli sulle scogliere Mischief, Subi e Fiery Cross, in cinese Meiji, Zhubi e Yongshu, che si trovano nelle isole Spratly, note al governo di Pechino come isole Nansha.

Washington ha criticato le attività cinesi nell’area, promettendo di continuare a lavorare per assicurare che la regione indo-pacifica rimanga “libera e aperta”. Gli Stati Uniti sono interessati a tutelare lo status di acque internazionali del Mar Cinese Meridionale poiché nell’area passano numerose rotte commerciali e sono presenti giacimenti di risorse minerarie e di gas naturale. Il governo statunitense, pertanto, condanna la militarizzazione delle isole da parte di Pechino, poiché teme che il governo cinese possa impedire l’accesso all’area e l’entrata del Paese nel giro di affari di circa 5000 miliardi di dollari che passa nella zona.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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