Babchenko è vivo, Kiev: sventato attentato, Mosca: farsa squallida

Pubblicato il 31 maggio 2018 alle 6:05 in Russia Ucraina

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Arkadyj Babchenko è vivo e sta bene. A riferire sulle condizioni del giornalista avversario del Cremlino “ucciso” martedì scorso a Kiev è lo stesso Babchenko, che ha preso parte ad una conferenza stampa nel primo pomeriggio della giornata di mercoledì 30 maggio. 

Secondo le ultime informazioni, sarebbero stati i servizi segreti ucraini ad aver messo in scena l’omicidio di Arkadyj Babchenko per sventare un attentato organizzato dai servizi russi.

Il capo dell’intelligence ucraina (SBU) Vassiliy Gritsak ha accusato i servizi segreti russi di aver ordinato l’omicidio del giornalista che l’intelligence ucraina è riuscita a prevenire grazie alla messinscena. Si precisa che, secondo l’SBU, a ordinare l’omicidio di Babchenko è stato “un cittadino ucraino reclutato dai servizi segreti russi”.

“Per l’esecuzione degli ordini dei servizi segreti russi l’uomo ha proposto 30.000 dollari a dei suoi conoscenti, ex militanti pro-governativi che partecipavano al conflitto in corso nell’Ucraina orientale” – ha affermato Gritsak, che ha aggiunto che il contatto dei russi è stato fermato nel primo pomeriggio di mercoledì.

“Al momento l’indagine sta continuando, si stanno svolgendo perquisizioni nei domicili e nei luoghi di residenza temporanea dell’uomo” – ha concluso il comandante dell’intelligence di Kiev.

Mosca ha reagito, accusando Kiev di aver “montato un’ignobile farsa squallida” nella speranza di creare indignazione nei confronti del Cremlino. Il ministero degli esteri di Mosca ha condannato le parole del premier ucraino Groysman, che nella mattinata di mercoledì aveva scritto: “sono sicuro che la macchina del totalitarismo russo non gli ha perdonato la sua onestà e le sue posizioni di principio”.

Christophe Deloire, segretario di Reporters Sans frontières, ha espresso “la più viva indignazione” dell’organizzazione paladina della libertà di stampa per la messinscena dei servizi segreti ucraini. “È sempre profondamente pericoloso che degli Stati giochino con i fatti e per di più sulle spalle dei giornalisti” – ha scritto Deloire sul suo account Twitter.

Babchenko ha lavorato come corrispondente militare per il giornale Moskovskyj Komsomolec e per la Novaja Gazeta, ed ha collaborato anche con la televisione di stato russa, inoltre ha seguito gli eventi del conflitto tra Russia e Georgia in Ossezia del Sud nel 2008.

Il giornalista aveva lasciato la Russia dopo aver espresso una controversa opinione sullo schianto dell’aereo Tu-154 del ministero della Difesa russo nel dicembre 2016, ove morirono i coristi dell’Aleksandrov Ensemble, affermando di non provare compassione né senso di lutto per le vittime della sciagura aerea.  A Kiev conduceva il programma “Prime: Babchenko” sul canale televisivo ATR.

Sicurezza internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale

Traduzione dal russo e dal francese e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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