Afghanistan: 17 militanti dell’ISIS uccisi nell’attacco aereo a Nangarhar

Pubblicato il 31 maggio 2018 alle 17:27 in Afghanistan Asia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sono almeno 17 i ribelli dell’ISIS uccisi da un raid aereo statunitense nella provincia orientale di Nangarhar mercoledì 30 maggio, secondo il rapporto dei 201 Selam Military Corps. L’attacco è avvenuto nel distretto di De Bala, dove truppe statunitensi hanno colpito un rifugio chiave del gruppo. Secondo i rapporti preliminari, tra i militanti deceduti ci sarebbero anche 2 comandanti di divisione, identificati come Qari Esrar e Mullah Hasghar.

Il rapporto dell’incursione aerea è stato rilasciato dopo che 9 civili sono stati uccisi nel corso di un’operazione notturna guidata dalle forze armate afghane, il 28 maggio, nella provincia di Nangarhar. La dichiarazione del governatore provinciale colloca tra le vittime di tale incursione anche lo speaker del Senato afghano, Fazl Hadi Muslimyar.

Secondo Human Rights Watch (HRW), alla luce delle recenti incursioni avvenute a Nangarhar e in altre province afghane, il metodo investigativo delle morti civili presenta alcuni deficit. Tra novembre 2017 e aprile 2018, HRW ha intervistato 42 vittime e testimoni di attacchi aerei nelle province di Nangarhar, Herat e Kabul. Da queste interviste è altresì emersa l’assenza di un sistema investigativo efficiente nei riguardi delle vittime civili connesse ad operazioni di carattere militare.

Secondo i dati di UNAMA (United Nations Assistance Mission in Afghanistan), dal 2016 è aumentato sia il numero di incursioni aeree sia i civili coinvolti in tali attacchi. Nel 2017, sono state documentate 631 vittime civili (295 morti e 336 feriti) colpite in seguito a 139 operazioni aeree del governo afghano o di forze statunitensi. I civili vittime di operazioni di volo rappresentano il 6% del complessivo numero di morti causate dal conflitto. Mentre, dal 2015, il 65% di tutte le vittime civili risulta causato da attacchi dei ribelli.

Alla luce di ciò, il governo afghano ha sviluppato un sistema di monitoraggio delle morti causate dalle proprie forze tramite il Presidential Information and Coordination Center, anche conosciuto come Tawhid. Tale organo raccoglie informazioni sulle vittime civili ma non intraprende alcuna investigazione indipendente. Secondo quanto il direttore del Tawhid ha dichiarato a HRW, esiste una procedura di inquisizione nei confronti di chi riporta l’incidente, che sia l’esercito, la polizia o l’aeronautica. Inoltre, per alcuni episodi, spesso di alto profilo, le autorità centrali o provinciali possono richiedere un’indagine che coinvolge altri ufficiali, il cui esito non è però reso pubblico. Il governo afghano eroga un piccolo pagamento ai feriti e alle famiglie delle vittime, in ogni incidente legato al conflitto.

Le forze statunitensi, invece, conducono indagini interne solo nel caso in cui ricevano informazioni attendibili circa vittime civili. Il team responsabile per tali ricerche, il Resolute Support Civilian Casualty Team, ha riferito a HRW che, per questioni di sicurezza, la squadra non conduce mai visite sul campo e non interagisce mai con i testimoni, evitando la pratica implementata nel resto del mondo. Il team ha dichiarato di fare riferimento ad informazioni ricavate da video, fermi immagine e altre fonti di intelligence. Tale organismo, inoltre, non accetta informazioni da fonti terze o considerate vicine ai ribelli.

Secondo HRW, la decisione di non interagire con i testimoni oculari rappresenta una falla importante nei metodi di investigazione delle morti civili, lasciando gli inquirenti con solo una parte della storia. Le dichiarazioni dei testimoni sono una parte vitale di ogni indagine, in quanto servono a corroborare le informazioni fornite dal resto delle prove.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.