Ucraina: ucciso giornalista russo avversario di Putin

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 15:05 in Russia Ucraina

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Il giornalista russo Akradyj Babchenko è stato ucciso a colpi di pistola sulla soglia del suo appartamento di Kiev. Secondo quanto riferisce il ministero dell’interno ucraino, il giornalista sarebbe stato raggiunto da tre colpi di arma da fuoco alla schiena mentre rientrava a casa.

Arkadyj Babchenko, nato nel 1977 a Mosca, aveva iniziato la carriera giornalistica come corrispondente militare in Cecenia per conto del Moskovskij Komsomolec, forte della sua esperienza militare. Successivamente aveva lavorato anche alla Novaja Gazeta. Nel 2008 aveva lavorato per la televisione di stato russa, come corrispondente dall’Ossezia del Sud, ai tempi della guerra tra Russia e Georgia.

Babchenko aveva in più occasioni espresso critiche nei confronti dell’intervento militare russo in Siria e della politica condotta dal Cremlino in Ucraina e in Crimea.

Il giornalista aveva lasciato la Russia nel febbraio 2017. Pochi mesi prima aveva detto di “non provare compassione né senso di lutto” per i coristi dell’Aleksandrov Ensemble, il cosiddetto Coro dell’Armata Rossa, morti in un incidente aereo a Natale del 2016. La posizione espressa da Babchenko aveva provocato una campagna di odio sui social network nei suoi confronti, costringendolo ad emigrare prima nella Repubblica ceca e successivamente in Ucraina.

A Kiev il giornalista conduceva il programma “Prime: Babchenko” sul canale televisivo ART.

La polizia ucraina riferisce in un comunicato che Babchenko è stato ucciso a causa del suo lavoro di giornalista e delle sue opinioni, accusando dunque la Russia dell’omicidio. Il Comitato Investigativo centrale della Federazione russa ha aperto un’inchiesta, promettendo di non lasciare impuniti “questi crimini crudeli contro i nostri concittadini”. Il ministero degli esteri russo ha chiesto alle autorità ucraine di non lesinare sforzi per arrivare alla verità.

Russia e Ucraina non si risparmiano accuse e sospetti reciproci. Mosca nelle ultime settimane ha lanciato numerosi allarmi sulla situazione dei giornalisti in Ucraina, in particolare dopo l’arresto di Kyrill Vyshinskij, direttore dell’agenzia di stampa Ria Novosti Ukraina. Kiev sottolinea le numerose morti “sospette” di avversari di Putin nel paese, quale quella del deputato comunista Denis Voronenkov nel marzo 2017.

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Traduzione dal russo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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