Siria: UE rinnova sanzioni contro Damasco

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 6:30 in Europa Siria

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Il Consiglio Europeo ha deciso, il 28 maggio, di estendere le proprie sanzioni contro la Siria per un altro anno, fino al primo giugno 2019, ed ha altresì aggiornato la lista degli individui soggetti a divieti di viaggio e al congelamento di beni, aggiungendo persone resesi responsabili di utilizzo di armi chimiche. Nell’elenco ora figurano 259 persone e 67 entità. Il comunicato del Consiglio ricorda che le sanzioni in vigore includono un embargo sul petrolio, restrizioni su alcuni investimenti, il congelamento dei beni della banca centrale siriana detenuti nell’UE e restrizioni all’esportazione di attrezzature e tecnologie che potrebbero essere usate a fini di repressione interna nonché di attrezzature e tecnologie per il monitoraggio o l’intercettazione delle comunicazioni telefoniche o online. Il comunicato si conclude con il rinnovo dell’impegno dell’Unione Europea a favorire una “soluzione politica e credibile” al conflitto in Siria, come definito nella risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e nel comunicato di Ginevra del 2012, in quanto gli Stati membri sono convinti dell’impossibilità di una soluzione militare, e sostengono l’attività dell’inviato speciale dell’ONU e i colloqui di Ginevra tra le parti siriane.

In base a quanto riportato da “The New Arab”, il rinnovo delle sanzioni da parte dei ministri riuniti a Bruxelles arriva in seguito alla notizia pubblicata dal quotidiano Al Baath secondo la quale Damasco combatterà i ribelli a Daara, nonostante la Casa Bianca abbia avvertito, il 25 maggio, che avrebbe preso serie ed appropriate misure qualora fossero state riprese le ostilità nella provincia. Ricordiamo che il 6 maggio 2017 era entrato in vigore un accordo, raggiunto da Russia, Iran e Turchia, nell’ambito del processo di Astana, che imponeva la distensione di alcune zone che ricomprendevano anche Daara. Il processo di Astana è il canale attraverso il quale fin dall’inizio del 2017 Ankara, Mosca e Teheran hanno preso in mano l’iniziativa diplomatica per la risoluzione del conflitto siriano. I media statali siriani avevano reso noto, il 25 maggio, che l’aviazione governativa aveva lanciato volantini sulle aree ancora in mano ai ribelli nei pressi di Daara, nei quali minacciavano un imminente offensiva ed intimavano il disarmo immediato e la resa. Inoltre, mercoledì 23 maggio, l’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha riportato che le forze governative siriane, in seguito alla recente vittoria contro lo Stato Islamico a sud di Damasco, stanno avanzando ulteriormente, spostandosi adesso verso la provincia meridionale di Daara.

Nonostante l’esercito di Bashar Al-Assad stia continuando a recuperare vari territori, grazie anche al sostegno dei russi e degli iraniani, non è ancora riuscito a sconfiggere definitivamente le forze ribelli. Questi ultimi continuano a tenere sotto il proprio controllo territori della Siria nord e sud occidentale, mentre le forze curde, sostenute dagli Stati Uniti, controllano la parte di Siria situata ad est del fiume Eufrate. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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