Nicaragua: proseguono le violenze

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 6:02 in America Latina America centrale e Caraibi

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Il Nicaragua ha vissuto lunedì 28 maggio una nuova giornata di violenze, al termine della quale si contano almeno un morto e venti feriti negli scontri tra manifestanti anti-sandinisti e gruppi paramilitari di sostegno al presidente Ortega. La sede di una radio filogovernativa è stata incendiata e la troupe dell’agenzia di stampa spagnola EFE che copriva le violenze è stata aggredita.

Gli scontri hanno avuto inizio a seguito dell’annuncio di un gruppo studentesco di aver occupato l’Università Nazionale di Ingegneria di Managua, uno dei pochi atenei ancora controllati dai gruppi sandinisti filo-governativi sin dall’inizio degli scontri il 18 aprile scorso.

 La sede nincendiata di Nueva Radio Ya, l’emittente filogovernativa, si trova nei pressi dell’Università Nazionale di Ingegneria.

Nel primo pomeriggio un’intervento del presidente Daniel Ortega, volto a ridurre le tensioni, ha ottenuto l’effetto contrario. Ortega ha dichiarato infatti di essere pronto a riannodare il dialogo con gli oppositori con la mediazione della Conferenza Episcopale Nicaraguense, tuttavia il presidente non ha accennato alla fine della repressione poliziesca e paramilitare nei confronti degli studenti e dei manifestanti, una delle condizioni poste dai vescovi per riavviare i negoziati. Le parole di Ortega hanno suscitato una nuova ondata di scontri in serata.

Sono 70, con gli scontri di lunedì, i morti in Nicaragua durante le proteste iniziate il 18 aprile scorso a causa della riforma delle pensioni, successivamente ritirata, e diventate in seguito espressione del malcontento nei confronti del presidente Ortega, l’ex guerrigliero sandinista tornato al potere nel 2006.

La Commissione Interamericana dei Diritti Umani, che ha visitato il paese nei giorni scorsi ha denunciato il ricorso a cecchini da parte delle forze paramilitari sandiniste, gruppi armati composti da giovani e giovanissimi dei quartieri più poveri della capitale Managua istigati da funzionari del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale, il partito al potere. Fonti sandiniste negano ogni addebito e accusano l’opposizione di violare la costituzione e le leggi del paese fomentando un colpo di stato strisciante.

 

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Traduzione dallo spagnolo e redazione a cura di Italo Cosentino

di Redazione

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