Mali: presidente si candida per secondo mandato alle elezioni del 29 luglio  

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 6:15 in Africa Mali

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Il presidente del Mali, Ibrahima Boubacar Keïta, ha annunciato di volersi ricandidare alle elezioni che si terranno il 29 luglio 2018, rilasciando tale dichiarazione nel corso di un programma trasmesso dall’emittente televisiva statale ORTM. La notizia è stata successivamente diffusa dall’account Twitter della presidenza maliana.

L’annuncio del presidente è stato trasmesso, in versione integrale, martedì 29 maggio su ORTM, alle 20:45 ora locale, con 45 minuti di ritardo a causa del Ramadan.

Da oltre due mesi, diverse coalizioni, associazioni e partiti di maggioranza avevano proclamato il loro sostegno alla candidatura di Keïta, ma il presidente non si era ancora espresso in maniera ufficiale al riguardo.

È stato riferito che Keïta correrà per la presidenza contro 15 partiti rivali. Tra questi, il principale leader dell’opposizione è Soumaïla Cissé, che dal 23 novembre 2014 è a capo del partito Union pour la république et la démocratie (URD).

Le ultime elezioni presidenziali si erano tenute nel Paese il 28 luglio e l’11 agosto 2013, e avevano sancito la vittoria di Ibrahim Boubacar Keïta, leader del partito socialdemocratico Rassemblement pour le Mali (RPM). Tali elezioni erano state inizialmente programmate nel 2012 e successivamente rimandate a causa di un colpo di stato militare, che aveva rovesciato l’allora presidente, Amadou Toumani Touré, nella notte tra il 21 e il 22 marzo 2012. Contemporaneamente, a partire dal gennaio dello stesso anno, il Movimento per la Salvezza dell’Azawad (MSA), gruppo politico e militare fondato da appartenenti alla tribù tuareg che reclama l’autodeterminazione dell’Azawad, conduceva una lotta armata contro le forze militari del governo maliano. Tra maggio e aprile 2012, gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda avevano assunto il controllo del Mali settentrionale, ma successivamente erano stati cacciati dall’area grazie a un intervento militare, lanciato il 10 gennaio 2013 su iniziativa della Francia e conosciuto con il nome di “Opération Serval”. Dal 2015, gli attacchi si sono diffusi nel Mali centrale e meridionale nonché nei Paesi confinanti, in particolare Burkina Faso e Niger, fino a toccare la Costa d’Avorio.

Nel corso degli ultimi anni, la sicurezza dello Stato è ulteriormente peggiorata a causa dei continui attacchi terroristici. In seguito a un attentato, compiuto il 20 novembre 2015 dal gruppo jihadista Al-Qaeda del Maghreb (AQIM) contro un hotel di Bamako, che aveva provocato la morte di 20 persone, è stato indetto uno stato di emergenza, prolungato di 6 mesi lo scorso aprile.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

 

di Redazione

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