Filippine: minaccia di guerra nel Mar Cinese Meridionale

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 6:11 in Asia Filippine

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Il governo delle Filippine ha messo in guardia la Cina sulla possibilità che si scateni una guerra sul controllo delle risorse naturali presenti nel Mar Cinese Meridionale. I due Paesi si stanno confrontando su una serie di dispute territoriali nella zona e sulla questione dell’estrazione unilaterale di petrolio e gas dalle acque contese.

“Nessuno può estrarre autonomamente tali risorse. Il presidente Duterte ha dichiarato che chiunque approfitterà delle risorse naturali presenti nella zona occidentale del Mar Cinese Meridionale, vicino alle coste delle Filippine, rischierà una dichiarazione di guerra”, ha dichiarato il ministro degli Esteri filippino, Alan Peter Cayetano.

La Cina rivendica quasi interamente il Mar Cinese Meridionale in cui ha costruito sette isole artificiali, trasformate in piattaforme militari. Vietnam, Filippine, Malesia, Taiwan e Brunei si oppongono alle rivendicazioni cinesi.

Il governo di Pechino rivendica un’ampia porzione di territorio nel Mar Cinese Meridionale nota come “nine-dash line”. Nonostante la sentenza emessa nel luglio 2016 dalla Corte Permanente di Arbitrato dell’Aja, secondo la quale le rivendicazioni territoriali cinesi non presentano un fondamento legale, il governo cinese avrebbe cercato di rafforzare il suo potere nell’area creando e militarizzando le isole Spratly e Paracels.

Le acque di questa zona sono oggetto di contesa territoriale tra i Paesi che vi si affacciano per due ragioni. La prima è che ogni anno vi transitano 3 trilioni di dollari di merci e la seconda è che la zona è ricchissima di giacimenti di gas naturale e minerari.

A seguito della politica assertiva di Pechino nel Mar Cinese Meridionale, gli Stati Uniti hanno deciso di intensificare la propria presenza militare nell’area a protezione dei traffici commerciali. La ragione per cui gli Stati Uniti condannano la militarizzazione delle isole da parte della Cina è che temono che Pechino possa privarli dell’accesso alle rotte commerciali strategiche del Mar Cinese Meridionale.

La dichiarazione del governo di Manila mostra un mutato atteggiamento del Paese nei confronti delle rivendicazioni cinesi. Con l’arrivo alla presidenza di Rodrigo Duterte nel giugno 2016, era stata avviata una politica di dialogo con il governo di Pechino. Tuttavia, l’aumento delle attività militari cinesi nell’area ha messo in allarme le Filippine, costringendole a richiamare l’attenzione di Pechino.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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