Europa e Iran negoziano un cessate il fuoco in Yemen

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 6:00 in Europa Iran

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Le potenze europee, impegnate in una serie di colloqui con l’Iran riguardanti il conflitto in Yemen, stanno negoziando un cessate il fuoco per sollevare la grave crisi umanitaria del Paese del Golfo. Secondo i funzionari di entrambe le parti, Teheran si è mostrata disponibile a implementare tali misure.

I colloqui sullo Yemen facevano parte degli sforzi per scongiurare la decisione del presidente Donald Trump di ritirare gli Stati Uniti dall’ accordo nucleare del 2015. Attualmente, questi dialoghi proseguono separatamente rispetto al patto sul nucleare iraniano, che è in crisi a seguito della decisone americana, annunciata l’8 maggio, di uscire dagli accordi raggiunti il 14 luglio 2015 tra Iran, Usa, Cina, Francia, Gran Bretagna, Russia e Germania.

I colloqui sullo Yemen hanno la finalità di rassicurare gli Stati Uniti sull’influenza regionale dell’Iran e vogliono dimostrare a Washington che l’Europa potrebbe fare da intermediario con Teheran, secondo quanto riporta l’agenzia di stampa Reuters. “Data la catastrofe umanitaria che si sta consumando in Yemen, abbiamo concordato di lavorare con Gran Bretagna, Francia e Germania per porre fine al conflitto”, ha riferito all’agenzia un alto funzionario iraniano.

“L’obiettivo è assicurare un cessate il fuoco per aiutare i civili innocenti” hanno dichiarato tre diplomatici europei, i quali hanno aggiunto che useranno l’influenza dell’Europa “per portare i nostri alleati al tavolo delle trattative”. Secondo i diplomatici, i colloqui sono progrediti in modo significativo e stanno andando nella giusta direzione.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono le due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.

La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione araba, sia l’Iran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

In questo contesto, il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. Il giorno precedente, il 6 maggio, le forze della Difesa saudita avevano intercettato due missili balistici, lanciati dai ribelli yemeniti sempre contro la città di Najran.

L’episodio più grave per l’Arabia Saudita si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli.

Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri. Tuttavia, gli attacchi da parte degli Houti, in territorio saudita e nello Yemen stesso, non accennano a fermarsi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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