Egitto: 8 jihadisti e 2 soldati uccisi in un’operazione antiterroristica

Pubblicato il 30 maggio 2018 alle 15:30 in Africa Egitto

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8 militanti islamisti e 2 soldati egiziani sono stati uccisi nel corso di un’operazione antiterroristica condotta nel Sinai martedì 29 maggio. Una dichiarazione militare ha riferito che: “Come risultato delle coraggiose missioni di combattimento delle Forze Armate egiziane operative nel Sinai, due dei nostri soldati sono stati uccisi”. Tra i feriti ci sono un ufficiale e altri 3 soldati, che sono stati colpiti durante l’operazione di abbattimento delle roccaforti jihadiste.

Gli scontri tra esercito e islamisti sono parte di una campagna, iniziata il 9 febbraio 2018, volta a rimuovere i rimanenti gruppi terroristici dalla penisola del Sinai. Finora, le iniziative hanno avuto successo e hanno permesso di distruggere grandi quantità di infrastrutture e materiale militare appartenenti ai terroristi. Nell’operazione del 29 maggio, 8 militanti sono morti, andandosi a sommare ai più di 200 jihadisti rimasti uccisi a partire dal lancio della campagna. Da parte sua, l’esercito ha perso, da febbraio, un ammontare pari a 35 uomini, secondo dati ufficiali.

La missione antiterroristica inaugurata dalle Forze Armate egiziane il 9 febbraio ha preso il nome di Comprehensive Operation – Sinai 2018 ed è stata istituita con l’obiettivo di abbattere i ribelli islamisti nell’area, così come “tutte le altre attività criminali che mettono in pericolo la sicurezza e la stabilità del Paese”, secondo quanto specificato da un comunicato dell’esercito rilasciato all’inizio della campagna. Nonostante il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi, avesse promesso, un mese fa, che l’operazione in Sinai “si sarebbe conclusa il prima possibile”, gli scontri continuano a verificarsi nella penisola.

Le violenze in quella regione, pur essendo iniziate nel gennaio 2011 con la rivoluzione egiziana, parte della Primavera Araba, si sono intensificate quando gruppi di matrice islamista come Ansar Bait al-Maqdis, Hasm e al-Qaeda hanno dichiarato guerra allo Stato egiziano.

La situazione in Egitto è deteriorata dopo che un golpe ha rovesciato, il 3 luglio 2013, l’ex presidente islamista Mohamed Morsi, esponente dei Fratelli Musulmani. L’uomo era stato democraticamente eletto nel giugno 2012 ma, in seguito a numerose proteste popolari contro il suo governo, era stato rovesciato e messo sotto accusa insieme ad altri esponenti dei Fratelli Musulmani. La successiva ascesa al potere di al-Sisi, l’8 giugno 2014, ha scatenato le insorgenze dei jihadisti nella regione settentrionale della penisola del Sinai. Gli attivisti hanno focalizzato i loro attacchi contro le forze di sicurezza e la minoranza cristiana egiziana.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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