Incontro di Parigi: Libia al voto il 10 dicembre

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 17:04 in Francia Libia

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Le fazioni rivali libiche hanno concordato, al termine della conferenza di Parigi del 29 maggio, una dichiarazione che fissa le prossime elezioni presidenziali e parlamentari in Libia al 10 dicembre 2018. Nel documento si legge inoltre che la Camera dei Rappresentanti è tenuta ad adottare le leggi elettorali necessarie entro il 16 settembre prossimo, secondo il calendario stabilito di comune accordo dalle parti.

La dichiarazione costituisce la base politica sulla quale muoversi al fine di stabilire i principi generali per cessare le ostilità in Libia e permettere lo svolgimento di elezioni nazionali libere, sostenute dalle Nazioni Unite. Tuttavia, l’accordo non è stato firmato, a differenza di quanto previsto inizialmente, dunque l’intesa sarebbe solo informale. Inoltre, la dichiarazione non esprime più la minaccia di sanzioni internazionali per coloro che ostacolano l’accordo o contestano l’esito delle elezioni, specificando solo che i sospetti colpevoli saranno individuati e giudicati.

Il testo del documento include 8 punti, che sono principalmente dedicati alle condizioni da rispettare in vista delle elezioni. Secondo quanto si legge nella dichiarazione, le parti devono garantire la sicurezza delle procedure elettorali, avviare un dialogo per la riunificazione delle forze armate e delle istituzioni statali in Libia e discutere l’organizzazione di un referendum costituzionale dopo il voto. Le fazioni hanno discusso anche la data del prossimo incontro, da fissare entro 3 mesi, per controllare la realizzazione degli obiettivi fissati.

“Sullo sfondo di un processo completamente guidato dalla Libia e con il pieno coinvolgimento di tutte le parti coinvolte, ci siamo impegnati a Parigi il 29 maggio a lavorare in modo costruttivo con le Nazioni Unite per ottenere il prima possibile elezioni credibili e pacifiche e rispettare i risultati di queste votazioni quando accadranno”, si legge nel documento. “Le parti si impegnano a fissare le basi costituzionali e ad adottare le leggi elettorali necessarie entro il 16 settembre 2018, e stabiliscono che le elezioni parlamentari e presidenziali si terranno il 10 dicembre 2018”, continua il testo della dichiarazione. Il presidente francese Emmanuel Macron, principale fautore dell’incontro, ha definito l’episodio “storico”. Al termine della conferenza, è stata altresì decisa l’unificazione immediata della banca centrale ed è stato sancito l’impegno delle parti alla creazione di un esercito nazionale.

In passato, i tentativi di arrivare a un trattato sono stati mandati in fumo dalle divisioni interne tra i gruppi armati in competizione nel Paese e da alcuni Stati stranieri, che supportavano i diversi attori locali. Con il presidente Macron, la Francia sta giocando un ruolo più attivo nella risoluzione delle controversie in Libia, che hanno permesso ai militanti di matrice islamista di espandersi e ai trafficanti di esseri umani di prosperare.   

Hanno partecipato all’incontro di Parigi il primo ministro del governo di Tripoli, Fayez al-Sarraj, il comandante della Libyan National Army (LNA) e uomo forte del governo di Tobruk, Khalifa Haftar, il presidente della Camera dei Rappresentanti di Tobruk, Aguila Saleh e il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Al-Mishri. Tra i Paesi stranieri che hanno preso parte al meeting ci sono i 5 membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’ONU, l’Italia, la Turchia, gli Emirati Arabi Uniti, il Qatar e altri.   

La Libia si è frammentata e versa in uno stato di forte instabilità da quando il ditattore Muammar Gheddafi è stato rovesciato, nell’ottobre 2011, dall’intervento della NATO, guidato da Stati Uniti e Francia. Attualmente nel Paese sono presenti due governi: il primo, che è stato creato dall’Onu con gli accordi di Skhirat del 17 dicembre 2015 ed è appoggiato dall’Italia, si è insediato a Tripoli il 30 marzo 2016, con a capo il premier Fayez Serraj. Il secondo, con sede a Tobruk e con a capo il generale Haftar, è sostenuto da Russia ed Egitto. Le Nazioni Unite si impegnano a riunificare la Libia e organizzare elezioni nazionali.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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