Gaza: attacco con mortaio colpisce Israele

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 13:06 in Israele Palestina

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Alcuni militanti palestinesi hanno sparato più di 25 colpi di mortaio dalla Striscia di Gaza verso Israele, secondo quanto riferito dall’esercito israeliano.

Nelle città e nei villaggi al confine con Gaza le sirene d’allarme hanno cominciato a suonare dal mattino, spingendo i residenti israeliani verso i rifugi. Non sono riportate vittime. I militari israeliani hanno riferito che la maggior parte dei proiettili sono stati fermati dall’intercettore di razzi israeliano, definito “Iron Dome”.

Non c’è stata alcuna rivendicazione immediata delle raffiche di mortai, ma la tensione al confine tra Israele e la Striscia di Gaza è alta. In Israele, sabato 26 maggio, l’esercito nazionale ha annunciato la morte di un soldato che giovedì 24 maggio era rimasto ferito durante un raid nella porzione occupata della Cisgiordania. In tale occasione, i palestinesi avevano fatto cadere una lastra di pietra sulla sua testa da un palazzo. Centinaia di cittadini israeliani hanno presenziato al funerale del soldato, che si è tenuto a Gerusalemme domenica 27 maggio. Lo stesso giorno, l’esercito israeliano ha confermato di aver attaccato con un carro armato un avamposto di osservazione, uccidendo 3 membri del movimento militante palestinese per il Jihad Islamico nella Striscia di Gaza. Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Reuters, il gruppo palestinese aveva promesso di vendicarsi.

Una delle bombe di mortaio è esplosa nel cortile di un asilo vuoto e le sue mura sono state danneggiate da schegge, secondo quanto ha dichiarato un fotografo di Reuters. “Nessun Paese al mondo potrebbe o dovrebbe accettare tali minacce alla propria popolazione civile. Nemmeno noi “, ha scritto su Twitter Emmanuel Nahsho, portavoce del Ministero degli Esteri israeliano. Da parte loro, gli organizzatori delle proteste palestinesi a Gaza hanno annunciato che dal 29 maggio inizieranno nuove manifestazioni, durante le quali una nave cercherà di salpare da Gaza, infrangendo il blocco marittimo israeliano sulla Striscia.

Gli scontri e le ostilità lungo la Striscia di Gaza sono iniziate il 30 marzo, quando sono state annunciate le manifestazioni di massa palestinesi, note col nome di Marcia del Ritorno. Secondo Israele, tali proteste sarebbero mirate a violare apertamente il confine con il proprio territorio. Finora, nelle manifestazioni sono stati uccisi almeno 113 palestinesi in scontri a fuoco dell’esercito israeliano, mentre il numero totale dei feriti palestinesi di queste settimane ha superato i 10mila, con circa il 50% che richiede il ricovero in ospedale, secondo quanto riportato da The New Arab. Il picco delle violenze è stato raggiunto nella giornata del 14 maggio , data anche dell’apertura dell’ambasciata americana a Gerusalemme, quando l’utilizzo di armi da fuoco sui manifestanti ha provocato più di 60 vittime palestinesi al confine tra Gaza e Israele. 

Per quanto riguarda la fazione israeliana, fatto salvo per il soldato morto il 26 maggio, non sono state registrate vittime, tuttavia il governo ha lamentato severi danni alle fattorie presenti sulla sua parte del confine, causati da aquiloni trasportatori di ordigni esplosivi fatti volare sopra Gaza.

A seguito di tali eventi, Israele è stato accusato di utilizzo ingiustificato della forza letale dal rappresentante Onu per il Medio Oriente, Nikolai Mladenov, in una sessione straordinaria del Consiglio di Sicurezza sugli accadimenti di Gaza, tenutasi il 15 maggio. Durante tale incontro, numerosi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu avevano richiesto un’indagine indipendente sulle violenze.

Tuttavia, l’ambasciatrice americana presso le Nazioni Unite, Nikki Haley, aveva addossato le responsabilità delle violenze del 14 maggio agli estremisti di Hamas e aveva smentito qualsiasi connessione tra le violenze a Gaza e l’inaugurazione dell’ambasciata americana a Gerusalemme. Dal canto suo, Israele ha affermato che i propri soldati stavano difendendo i confini e ha accusato a sua volta i militanti di Hamas di aver tentato un attacco contro Israele, mascherandolo dietro le proteste.

Occorre ricordare che in seguito alla vittoria di Hamas nella Striscia di Gaza, dal giugno 2007, Israele ha imposto un blocco terrestre, navale e aereo su tale territorio. Più di 2 milioni di palestinesi vivono all’interno del territorio, in una situazione che si è fatta sempre più problematica a causa degli ultimi scontri. L’enorme quantità di feriti ha messo in difficolta le strutture ospedaliere nella Striscia di Gaza, secondo quanto riporta The New Arab. È necessario menzionare che anche prima degli eventi del 14 maggio, il sistema sanitario di Gaza, basato su 13 ospedali pubblici e 14 cliniche gestite da ONG, era debole e viveva una persistente carenza di farmaci e forniture chirurgiche legate al blocco imposto sulla Striscia di Gaza da Israele. Inoltre, a Gaza l’elettricità è assicurata per un numero limitato di ore al giorno e le riserve di carburante sono estremamente ristrette.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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