Cina: supporto simbolico nei confronti dell’Iran

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 6:10 in Cina Iran

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Il ministro degli esteri cinese, Wang Yi, ha confermato che il summit previsto a Qingdao il 9 e 10 giugno tra i membri della Shanghai Cooperation Organisation avrà luogo. Il summit, al quale parteciperanno i capi di Stato di Cina, Russia, Pakistan, India e Iran, rappresenterà una forma di supporto simbolico nei confronti di Teheran a seguito della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dall’accordo nucleare.

“La nostra speranza consiste nel fatto che la Cina e l’Iran possano confrontarsi, tenendo conto della volontà di entrambe le parti di rispettare l’accordo sul nucleare e di portare avanti lo sviluppo della cooperazione bilaterale. È necessario comprendere come evitare gravi problemi nella realizzazione dei progetti congiunti tra Pechino e Teheran”, ha dichiarato il viceministro degli Esteri cinese, Zhang Hanhui.

Il Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA) era stato firmato il 14 luglio 2015 dall’Iran con Stati Uniti, Cina, Russia, Regno Unito, Francia e Germania. Il patto prevedeva la sospensione di tutte le sanzioni imposte da Onu, Stati Uniti e Unione Europea sul Paese mediorientale, che da parte sua avrebbe limitato le sue attività nucleari.

Sin dalla sua campagna elettorale, Trump aveva sempre criticato il patto e, una volta diventato presidente, ne aveva richiesto la rinegoziazione, minacciando di tirarsene fuori. Il 12 gennaio 2018, Washington aveva certificato “per l’ultima volta” il patto, fissando la data del 12 maggio come ultimatum per la sua modifica. Tuttavia, l’8 maggio, prima della scadenza, il presidente Trump aveva annunciato di volersi ufficialmente ritirare dal trattato, scatenando le ire dell’Iran, che si era detto pronto a rispondere immediatamente, se gli Stati Uniti avessero abbandonato il patto. L’Unione Europea, sin dall’inizio, si è schierata contro la decisione del leader statunitense, aprendo una serie di trattative per tentare di salvare l’accordo.

La presenza del presidente iraniano, Hassan Rouhani, al summit della Shanghai Cooperation Organization potrebbe rappresentare la dimostrazione che Teheran gode ancora del supporto di una parte della comunità internazionale. “Per gli Iraniani è importante partecipare al summit di Qingdao per mostrare che c’è solidarietà tra i membri non americani del Joint Comprehensive Plan of Action. Per la Cina e la Russia, inoltre, la presenza del presidente Rouhani rappresenterebbe il simbolo della loro approvazione del JCPOA”, ha sottolineato Alexander Gabuev, esperto presso il Carnegie Centre di Mosca.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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