Cina aumenta la pressione su Taiwan

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 19:25 in Cina Taiwan

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Le tensioni tra la Repubblica Popolare Cinese e l’isola di Taiwan sono aumentate sensibilmente nel corso dell’anno e sono culminate nel mese di maggio con la rottura dei rapporti diplomatici tra Taiwan e due storici alleati, ovvero il Burkina Faso e la Repubblica Dominicana.

A seguito della decisione presa dal governo dei due Stati di voler stabilire rapporti diplomatici con la Cina, riconoscendo Taiwan come una parte inalienabile del territorio cinese, il governo di Taiwan si è visto costretto ad interrompere i rapporti. Il ministero degli Esteri di Taiwan ha ritenuto che dietro alla scelta di questi due Paesi vi siano state ingenti offerte economiche da parte della Cina, la quale è stata accusata di “dollar diplomacy”.

La Repubblica Popolare Cinese considera l’isola di Taiwan come una sua provincia e non è disposta a concederle una formale indipendenza. Al contrario, per riaffermare il principio One China Policy, secondo il quale gli Stati che desiderano intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con la Cina non possono riconoscere l’indipendenza dell’isola di Taiwan, la Repubblica Popolare Cinese ha avviato una serie di esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan.

Le più recenti risalgono al 17 aprile, quando la marina militare cinese ha eseguito una serie di addestramenti con l’utilizzo di munizioni vere a 40 km dall’isola di Taiwan, e all’11 maggio quando gli aerei da caccia Sukhoi Su-35 ed i caccia bombardieri strategici H-6K hanno sorvolato il canale di Bashi, situato tra l’isola di Taiwan e le isole settentrionali delle Filippine, mentre i jet J-11 e gli aeromobili di allerta rapida KJ-200 hanno sorvolato lo stretto di Miyako, situato tra l’isola di Taiwan e il Giappone.

L’obiettivo che si cela dietro all’aumento delle pressioni da parte della Cina è impedire all’isola di Taiwan di dichiarare la propria indipendenza da Pechino. “Il governo della Repubblica Popolare Cinese sta cercando di attuare una pressione psicologica molto forte su Taiwan. Il presidente Xi Jinping potrebbe considerare la riunificazione formale come un obiettivo di lungo periodo”, ha affermato Chong Pin Lin, ex viceministro della Difesa di Taiwan.

L’atteggiamento più assertivo cinese ha spinto il governo di Taiwan ad annunciare all’inizio dell’anno un incremento del budget per la difesa dell’isola, con l’obiettivo di dotarsi di armamenti tecnologicamente avanzati in grado di fungere da deterrente nei confronti di Pechino. “Le armi di cui Taiwan ha maggiormente bisogno sono i sottomarini, i jet da guerra ed i sistemi di difesa anti-missili balistici”, ha dichiarato Ian Easton, ricercatore americano presso il Project 2049 Institute.

L’unico Paese in grado di soddisfare la richiesta militare di Taiwan sono gli Stati Uniti. Tuttavia, il loro progressivo riavvicinamento all’isola, sancito dal Taiwan Travel Act che permette agli ufficiali del governo americano di qualsiasi livello di raggiungere l’isola per incontrare le loro rispettive controparti e discutere dei rapporti commerciali bilaterali, rischia di minare i rapporti bilaterali tra Cina e Stati Uniti, già compromessi dalla recente “guerra commerciale”.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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