Afghanistan: 9 civili uccisi dalle forze di sicurezza, continua la violenza per il Paese

Pubblicato il 29 maggio 2018 alle 17:31 in Afghanistan Asia

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Sono 9 i civili uccisi durante un’operazione delle forze di sicurezza afghane il 28 maggio nella provincia orientale Nangarhar, base di militanti appartenenti allo Stato Islamico e altri gruppi.

Tra le vittime ci sono anche alcuni parenti dello speaker del Senato, Fazl Hadi Muslimyar e, oltre a 9 civili uccisi, 8 persone sono state ferite durante durante l’operazione nel distretto di Chapahar, secondo quanto riportato dall’ufficio del governatore provinciale. I colpi da arma da fuoco provenivano da una casa ed è già in corso un’indagine per determinare come un’operazione delle forze armate abbia portato a vittime civili. Gli ultimi dati della United Nations Assistance Mission in Afghanistan (UNAMA) rivelano che nei primi tre mesi dell’anno corrente sono 763 i civili uccisi e 1495 i feriti, mostrando un bilancio simile a quello degli ultimi due anni in questo stesso periodo.

La violenza è diffusa in tutto il Paese. Nelle ultime settimane ci sono stati scontri nelle province di Badakhshan, Baghlan e Faryab al nord, nella provincia di Ghazni al centro e di Farah a ovest, dove i talebani hanno minacciato di invadere il capoluogo di provincia. Oltre ai talebani anche militanti dello Stato Islamico sono attivi nell’est dell’Afghanistan dal 2015, riuniti sotto il nome di Khorasan Province.

Nel distretto di Chora, le forze di sicurezza hanno abbandonato la residenza del governatore e il quartier generale della polizia, ma gli scontri continuano secondo quanto riporta Hayatullah Fazli, un membro del consiglio provinciale. L’ufficio del governatore ha confermato la persistenza di atti di violenza, ma ha smentito le voci secondo le quali l’intero distretto sarebbe caduto in mano ai talebani. A dispetto di ciò, i ribelli hanno rilasciato un video di membri delle forze armate catturati nel distretto in questione che invitano il resto della popolazione a non combattere i talebani. Lo stesso lunedì 28 maggio, nella provincia centrale di Kabul, due persone, un poliziotto e un civile, sono morti dopo che una bomba attaccata ad una bicicletta è esplosa nel distretto di Qarabagh, secondo quanto riportato da Mohammad Azem, il governatore locale. Nella provincia settentrionale di Samangan, il direttore dell’ospedale provinciale, Akramuddin Wakilzada, è stato ucciso da una bomba attaccata alla sua auto, il 29 maggio. Il portavoce della provincia, Sediq Azizi, ha dichiarato che Wakilzada sarebbe stato un possibile candidato nelle future elezioni parlamentari fissate per ottobre.

Nessuno ha rivendicato gli attacchi nelle province di Kabul e Samangan. Gli episodi di violenza in Afghanistan sono aumentati in seguito all’annuncio dell’avvio dell’offensiva primaverile dei talebani, Al-Khandaq, il . Inoltre, stanno aumentando le inquietudini riguardo alla sicurezza in vista delle elezioni, programmate per ottobre. Nell’ultimo mese sono state uccise decine di persone in alcuni centri di registrazione elettorale, suggerendo che la popolazione potrebbe essere intimorita ed evitare di andare a votare.

Mohammad Radmanish, il portavoce del ministero della Difesa, ha dichiarato che, in risposta all’offensiva primaverile, saranno condotte operazioni offensive contro le postazioni dei talebani e, qualora dovessero insorgere minacce, le forze di sicurezza afghane saranno pronte ad intervenire tempestivamente.

Dopo aver controllato l’Afghanistan dal 1996 al 2001, i talebani sono stati estraniati dal potere, in seguito all’invasione del 2001 e all’intervento NATO dell’agosto 2003. Il gruppo è diventato una forza insurrezionale che compie numerose offensive volte a destabilizzare il Paese e riprendere il potere. Il fine ultimo dei talebani è quello di riprendere il controllo della capitale Kabul e di imporre in tutto il Paese una rigida interpretazione della legge islamica.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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