USA, proposte sanzioni contro ufficiali del Sud Sudan

Pubblicato il 28 maggio 2018 alle 14:57 in Sud Sudan USA e Canada

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Gli Stati Uniti hanno proposto una bozza di risoluzione al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, che impone sanzioni contro ministri e funzionari del Sud Sudan, accusati di ostacolare il processo di pace e l’assistenza umanitaria ai civili. La notizia è stata riferita dall’agenzia di stampa Reuters, domenica 27 maggio.

La proposta verrà discussa dai diplomatici ONU nella giornata di martedì 29 maggio. Le sanzioni, che prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio, sarebbero dirette, fra gli altri, al ministro della Difesa sud sudanese, Kuol Manyang Juuk, all’ex capo dell’esercito, Paul Malong, al ministro dell’Informazione, Michael Lueth e a Koang Rambang, governatore dello Stato di Bieh, accusato dagli USA di aver condotto attacchi e ostacolato gli aiuti ai civili.

Il portavoce degli Affari Esteri del Sud Sudan, Mawien Makol, ha riferito a Reuters che il governo era già a conoscenza della nuova proposta di sanzioni da parte di Washington. Makol ha altresì affermato che le sanzioni non rappresentano una soluzione, la quale si può raggiungere, al contrario, incoraggiando le parti coinvolte nel conflitto ad impegnarsi nel processo di pace.

Una simile proposta, che mirava ad imporre sanzioni e un embargo sulle armi al Sud Sudan, era stata avanzata dall’ex presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, nel novembre del 2016. La Russia si era opposta alla decisione, che perciò era stata respinta, un mese dopo, dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

Il Sud Sudan, che nel 2011 ha proclamato l’indipendenza dal Sudan, è precipitato in una guerra civile nel dicembre 2013, scatenata dalla rivalità politica tra il presidente Salva Kiir, di etnia dinka, e l’ex vicepresidente, Riech Machar, di etnia nuer. Da allora, secondo le stime, almeno 50.000 persone sono state uccise e oltre 4 milioni costrette ad abbandonare le loro case e trasferirsi negli Stati confinanti, come Etiopia e Uganda. Ad oggi, quasi 2/3 della popolazione è afflitta da malnutrizione e mancanza di cure mediche.    

Gli alleati del Sud Sudan, tra cui Stati Uniti, Unione europea e Germania, avevano già avvertito il Paese che avrebbero preso duri provvedimenti qualora i colloqui di pace fossero falliti. L’8 maggio 2018, la presidenza USA aveva anche annunciato che avrebbe riesaminato i programmi di assistenza destinati allo Stato africano, delusa dai mancati progressi nelle trattative per la pace. Gli ultimi colloqui per la pace, che si sono tenuti dal 17 al 21 maggio in Etiopia, si erano conclusi senza alcun accordo. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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