USA: 2 navi passano nell’area del Mar Cinese Meridionale rivendicata dalla Cina

Pubblicato il 28 maggio 2018 alle 6:04 in Cina USA e Canada

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Domenica 27 maggio, 2 navi da guerra statunitensi sono passate nei pressi delle isole del Mar Cinese Meridionale rivendicate dalla Cina, attività che potrebbe innervosire Pechino.

L’operazione è uno degli ultimi tentativi di contrastare ciò che Washington definisce gli sforzi cinesi di limitare la navigazione nell’area ed è avvenuta in un momento particolarmente sensibile della relazione fra i due Paesi. Di recente, infatti, il Pentagono ha ritirato l’invito fatto alla Cina per quanto riguarda la sua partecipazione a una esercitazione militare navale guidata dagli Stati Uniti.

Alcuni funzionari statunitensi, rimasti anonimi, hanno spiegato che un cacciatorpediniere Higgins e un incrociatore lanciamissili Antietam sono giunti a circa 12 miglia nautiche dalle Isole Paracelso, navigando tra una serie di isolette, scogliere e secche contese tra la Cina e i Paesi vicini. Le due imbarcazioni militari hanno effettuato alcune manovre nei pressi delle isole Woody, Tree, Lincoln e Triton.

L’esercito statunitense non ha commentato direttamente le attività di domenica 27 maggio, ma ha dichiarato che le loro forze operano nell’area su base quotidiana, portando avanti operazioni appartenenti al piano Freedom of Navigation Operations. I Ministeri della Difesa e degli Esteri cinesi non hanno rilasciato alcun commento. Coloro che hanno criticato le attività statunitensi hanno spiegato che tali operazioni sono simboliche e hanno poco impatto sul comportamento cinese.

Il 18 maggio, un velivolo militare a lungo raggio dell’aviazione cinese era atterrato su un’isola del Mar Cinese Meridionale. Le autorità della Cina avevano spiegato che le esercitazioni nell’area hanno l’obiettivo di rafforzare le capacità di combattimento dell’aviazione, sollevando le preoccupazioni degli Stati Uniti.

Washington ha criticato le attività cinesi nell’area, promettendo di continuare a lavorare per assicurare che la regione indo-pacifica rimanga “libera e aperta”. Gli Stati Uniti sono interessati a tutelare lo status di acque internazionali del Mar Cinese Meridionale poiché nell’area passano numerose rotte commerciali e sono presenti giacimenti di risorse minerarie e di gas naturale. Il governo statunitense, pertanto, condanna la militarizzazione delle isole da parte di Pechino, poiché teme che il governo cinese possa impedire l’accesso all’area e l’entrata del Paese nel giro di affari di circa 5000 miliardi di dollari che passa nella zona.

La Cina reputa le isole dell’area parte integrante del territorio nazionale e considera un suo diritto installare equipaggiamenti militari su di esse. Pechino ha costruito nella regione alcune infrastrutture, quali basi aeree, radar, sistemi di comunicazioni, moli navali e piste di atterraggio per gli aerei militari. Secondo il governo cinese, sono almeno 4 i suoi aeroporti nel Mar Cinese Meridionale: quello dell’isola Woody e quelli sulle scogliere Mischief, Subi e Fiery Cross, in cinese Meiji, Zhubi e Yongshu, che si trovano nelle isole Spratly, note al governo di Pechino come isole Nansha.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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