Mali: 20 morti in seguito a un attentato

Pubblicato il 28 maggio 2018 alle 11:45 in Africa Mali

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Un attacco nel nord-est del Mali, sabato 26 maggio, ha provocato la morte di 20 persone di etnia tuareg. Si sospetta che la responsabilità sia di un gruppo di jihadisti. La notizia è stata riferita da alcune fonti locali all’agenzia di stampa francese AFP, nella giornata di domenica 27 maggio.

Secondo un funzionario maliano, gli aggressori hanno approfittato della fiera settimanale di Talataye, villaggio rurale nell’est del Paese, per attaccare una postazione del Movimento per la Salvezza dell’Azawad (MSA), gruppo politico e militare fondato da appartenenti alla tribù tuareg che reclama l’autodeterminazione dell’Azawad. La fonte ha altresì riferito che i militanti, arrivati sul posto a bordo di tre veicoli e motociclette, parlavano in lingua fulani, araba e tamasheq. Successivamente, un insegnante del posto, Khalil Touré, ha affermato che gli aggressori hanno aperto il fuoco su un gruppo di persone che riposavano sotto un albero, uccidendone 5 sul colpo e ferendone 2.

In Mali, negli ultimi mesi, circa 100 civili appartenenti alle comunità Fulani e Tuareg sono morti a seguito di attacchi tra gruppi armati rivali. Il 27 aprile, sospetti jihadisti hanno sferrato un attacco nella regione settentrionale di Menaka, provocando la morte di 40 tuareg. In seguito, il 18 maggio, almeno 17 civili sono stati uccisi in un accampamento popolato da persone di etnia Fulani, da uomini armati in motocicletta.

Il Comitato Internazionale della Croce Rossa aveva dichiarato, lo scorso 4 maggio, che la violenza intercomunitaria nel Paese è stata ulteriormente aggravata dai problemi climatici, che hanno reso difficile l’accesso alle riserve idriche e lo sfruttamento dei pascoli.

In Africa, in particolare nella regione del Sahel, i gruppi jihadisti costituiscono la principale minaccia per la sicurezza. Spesso, le loro azioni mirano a provocare tensioni locali tra i gruppi etnici per diffondere malcontento, come nel caso dei tuareg e dei fulani. Tra maggio e aprile 2012, gruppi jihadisti legati ad Al-Qaeda avevano assunto il controllo del Mali settentrionale, ma successivamente erano stati cacciati dall’area a seguito di un intervento militare, lanciato il 10 gennaio 2013 su iniziativa della Francia e conosciuto con il nome di “Opération Serval”. Dal 2015, gli attacchi si sono diffusi nel Mali centrale e meridionale nonché nei Paesi confinanti, in particolare Burkina Faso e Niger, fino a toccare la Costa d’Avorio.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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