Etiopia: IOM vuole velocizzare il rimpatrio e la reintegrazione dei migranti

Pubblicato il 28 maggio 2018 alle 9:29 in Etiopia Immigrazione

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L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) vuole migliorare la propria attività in Etiopia per velocizzare i processi di rimpatrio e di reintegrazione.

Dal 19 al 21 maggio, l’IOM e alcuni rappresentanti del governo etiope hanno tenuto una serie di consultazioni insieme ad attori locali, per discutere come le procedure di rimpatrio effettuate dall’organizzazione dell’Onu possano adattarsi nel modo migliore al piano nazionale di reintegrazione. I meeting hanno avuto luogo nella zona di Hadiya e Kembata Tembaro, nello Stato regionale di Southern, Nations, Nationalities and Peoples’ Region (SNNPR), nel sud-ovest dell’Etiopia, che è uno dei più interessati dall’immigrazione irregolare.

Gli standard delle procedure di rimpatrio riguardano i meccanismi di rientro e reintegrazione, tra cui il ruolo e le responsabilità dei diversi attori coinvolti. L’IOM ha sviluppato tali standard per assicurare che i contributi di tutti i partner internazionali e locali siano utili alla reintegrazione sostenibile, in linea con i piani simili utilizzati nel resto del mondo. La vision dell’organizzazione è quella di assistere i migranti bisognosi affinché vengano rimpatriati volontariamente, in sicurezza e nel pieno rispetto della loro dignità e dei loro diritti, al di là del loro status legale. Dal momento che i contesti variano a seconda dei Paesi, secondo l’IOM, è necessario che gli standard delle procedure globali vengano nazionalizzati per essere più efficaci.

Uno degli obiettivi chiave di tali processi è quello di garantire l’inclusione e la partecipazione degli attori locali e internazionali, soprattutto nei meccanismi di reintegrazione. A tal fine, alle consultazioni hanno preso parte associazioni e agenzie come la Rural Youth Job Creation, la Labor and Social Affairs Bureau, la Bureau of Women and Childern Affairs, la Regional Education Bureau, la Local Development Agencies e alcune istituzione della micro finanza.

Dal giugno 2017, l’IOM ha assistito 1.017 migranti etiopi a rientrare nel loro Paese e, al momento, sta aiutando 226 rifugiati ad essere reintegrati nello Stato regionale di SNNR. Nel corso del mese di maggio, 77 rimpatriati hanno ricevuto assistenza attraverso il coinvolgimento nel business agricolo, in linea con l’approccio basato sulle comunità locali adottato dall’IOM. Nei prossimi mesi, l’organizzazione dlel’Onu terrà nuovi giri di consultazioni con associazioni e autorità delle regioni Oromia, Amhara e Trigrè. Tali consultazioni fanno parte dell’iniziativa congiunta tra IOM ed Unione Europea per la protezione e la reintegrazione dei migranti, la quale facilita in modo ordinato, sicuro, regolare e responsabile la gestione del fenomeno migratorio attraverso lo sviluppo di politiche basate sul rispetto dei diritti umani. L’iniziativa congiunta è finanziata dall’EU Trust Fund, con la collaborazione di 26 Paesi africani.

L’Etiopia, secondo Paese più popoloso del continente africano, è uno degli attori principali del Corno d’Africa, sia sul piano economico, sia sul piano della sicurezza. È previsto che lo Stato africano diventi il primo esportatore di energia dell’area e anche il Paese più importante per la produzione di energia rinnovabile di tutto continente. Nonostante ciò, nel 2016, l’Etiopia ha subito il peggior periodo di siccità degli ultimi 50 anni, il quale provocato una crisi umanitaria che ha interessato circa 10 milioni di persone. Secondo le stime del governo etiope e dell’Onu, nel 2018, saranno circa 16.4 milioni di individui a necessitare assistenza. L’Etiopia è altresì il secondo Paese africano per numero di rifugiati accolti, pari a più di 909.000.

Alla fine del mese di marzo, l’IOM ha lanciato un appello per raccogliere 88,5 milioni di dollari per assistere 1.7 milioni di persone bisognose di assistenza umanitaria in Etiopia. Le dinamiche migratorie nell’area del Corno d’Africa hanno implicazioni socio-economiche significative per l’Etiopia, la quale sperimenta un’importante immigrazione transfrontaliera dagli Stati circostanti, quali Somalia, Sudan, Sud Sudan, Eritrea e Kenya. Tuttavia, molti etiopi scelgono di migrare in cerca di occupazione e buone opportunità economiche nei Paesi vicini e in Medio Oriente. Il 12 gennaio 2017, è stato inaugurato un corridoio umanitario tra l’Italia e l’Etiopia, per favorire l’arrivo nel Paese europeo in modo legale e in condizioni di sicurezza degli individui bisognosi di protezione internazionale. 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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