Afghanistan: partiti politici chiedono un ruolo più importante nel processo elettorale

Pubblicato il 28 maggio 2018 alle 18:00 in Afghanistan Asia

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Alcuni partiti e coalizioni politiche afghane, lunedì 28 maggio, hanno chiesto alla Commissione Elettorale di cambiare il sistema elettorale e di attribuire ai partiti un ruolo più importante. Tale richiesta è stata avanzata lo stesso giorno anche durante una protesta a Kabul, dove i rappresentanti di 28 partiti e gruppi politici hanno mostrato il loro malcontento per il corrente sistema elettorale, dipinto come non inclusivo. Attualmente, secondo la legge elettorale afghana, i cittadini non votano partiti ma individui.

Le forze politiche sostengono di aver ultimato una proposta in collaborazione con il presidente Ashraf Ghani. Questa ambisce a conferire un ruolo più significativo ai partiti all’interno del processo elettorale, a garantire elezioni più trasparenti e a formare una commissione composta di membri di partiti politici, della Commissione Elettorale, del governo e dell’United Nations Mission in Afghanistan.

Il 19 maggio, il piano di riforma congiunto è stato approvato dai redattori, i quali hanno deciso di consegnarne una versione scritta alla commissione quadrilaterale sopracitata. Tuttavia, il governo ha ignorato la questione e non ha intrapreso nessuna azione per creare tale commissione.

Il piano propone una corrispondenza tra province e circoscrizioni oltre a richiedere che possa essere concesso ai partiti e alle coalizioni di annunciare una lista di candidati in ogni provincia e l’introduzione di massimo 250 candidati per tutto l’Afghanistan. A tal proposito, Obaidullah Barakzai, un rappresentante del partito islamico Hizb-e-Wahdat, ha dichiarato: “Ogni afghano idoneo può presentare i documenti per la nomina presso un partito o come candidato indipendente”.

Assadullah Saadati, un rappresentante dello stesso partito islamico, ha affermato: “Le nostre aspettative nei confronti del governo non sono di opporci ai principi fondamentali della democrazia”. Sulla stessa linea, un rappresentante del partito Hizb-e-Wahdat-e-Mardome-e-Afghanistan ha ribadito: “Il sistema elettorale deve essere basato sui partiti, la cui influenza deve essere attestata da quote che determinano un parlamento forte”.

Il governo per ora si è astenuto dal commentare. Eppure, in seguito ad una controversia in merito alla possibilità di stampare una copia delle carte d’identità degli elettori durante il processo di registrazione, il capo esecutivo Abdullah aveva dichiarato che: “La commissione elettorale è indipendente e ha la responsabilità di organizzare il corretto svolgimento delle elezioni nel Paese. È nostra responsabilità fornire gli strumenti necessari alla Commissione per l’adempimento delle sue funzioni”. Nonostante ciò, i membri della commissione elettorale, all’inizio di maggio, hanno redatto una lettera per le Nazioni Unite in cui affermano che, in base alla legge elettorale vigente nel Paese, la commissione elettorale non ha l’autorità sufficiente per emendare o modificare le strategie elettorali durante il processo di voto.

Le elezioni per il Parlamento afghano e per i comitati distrettuali sono state fissate per il 20 ottobre 2018.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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