L’Oman e il terrorismo

Pubblicato il 27 maggio 2018 alle 6:01 in Approfondimenti Oman

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Il Global Terrorism Index 2017 dell’Institute for Economic and Peace ha inserito il Sultanato dell’Oman al 130esimo posto tra i Paesi meno a rischio al mondo di terrorismo, con un indice pari a 0. Tale dato si basa su diversi criteri di sicurezza che indicano la gravità della minaccia subita da ogni Paese, in relazione alle stime fornite dal Global Terrorism Database dell’Università del Maryland, Stati Uniti. Secondo quanto riferito dal Country Report on Terrorism 2016 del governo americano, l’Oman, situato nel Golfo Persico, è un partner regionale molto importante nell’ambito del contrasto al terrorismo, il quale collabora a stretto contatto con le autorità americane e degli altri Paesi dell’area per prevenire attacchi terroristici e per evitare che il proprio territorio nazionale possa diventare un rifugio sicuro.

Tra le principali preoccupazioni delle autorità di Muscat ci sono il conflitto in Yemen e l’espansione al suo interno di al-Qaeda nella Pensiola Arabica (AQAP) e dell’ISIS, soprattutto in prossimità dei confini. Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 21 marzo 2015, all’interno della quale si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere: da un lato gli Houthi, un gruppo zaidita sciita, mentre dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale. La situazione del Paese è complicata dall’intervento delle forze straniere, tra cui la coalizione araba a guida saudita, intervenuta nel conflitto il 26 marzo 2015 per sostenere le forze di Hadi, e l’Iran, che invia segretamente armi agli Houthi. Sia Riad sia Teheran mirano a stabilire il proprio controllo in Yemen e temono che la fazione avversa riesca a insinuarsi nel territorio, ampliando così l’influenza sciita o sunnita nella regione. I gruppi estremisti si stanno approfittando dell’instabilità del Paese per rafforzare la propria presenza nell’area, soprattutto nel sud dello Yemen. AQAP è un’organizzazione terroristica islamista, affiliata ad Al-Qaeda, che opera principalmente in Yemen e in Arabia Saudita. Il gruppo, considerato dagli Stati Uniti il ramo più pericoloso di Al-Qaeda a livello mondiale, è responsabile della pianificazione di numerosi attacchi terroristici contro obiettivi occidentali, tra i quali l’attentato contro la sede di Charlie Hebdo, che ha colpito Parigi il 7 gennaio 2015. Oltre a tale organizzazione, anche l’ISIS è attivo in Yemen, dove ha compiuto gli ultimi attentati il 13 marzo e il 24 febbraio ad Aden, nel sud del Paese, in cui sono morte complessivamente 14 persone, mentre altre 40 sono rimaste ferite. Il primo raid americano in Yemen contro l’ISIS è stato compiuto il 17 ottobre 2017 contro due campi di addestramento dei terroristi nel governatorato di al Bayda, in cui sono rimaste uccise decine di jihadisti. Nonostante le forze di sicurezza dell’Oman si coordino con quelle americane per compiere operazioni antiterrorismo, raramente le autorità di Muscat rendono note le proprie iniziative al riguardo.

In merito alla legislazione antiterrorismo, il decreto reale 8/2007 prevede punizioni specifiche, come la pena di morte e l’incarcerazione per varie attività terroristiche, tra cui la dirigenza e la creazione di un’organizzazione, il tentativo di unirsi a una di queste, l’attività di reclutamento e la costruzione di ordigni. Le indagini, la gestione delle crisi e i controlli di confini, gestite dalle autorità locali, sono limitate dall’esteso confine yemenita con il Mare Arabico, che comprende tutto il fianco sud-orientale del Paese e dalla frontiera con l’Arabia Saudita, in prossimità della zona meridionale saudita, particolarmente remota rispetto al resto del regno. Inoltre, il confine con lo Yemen presenta un territorio insidioso che, essendo montuoso, costituisce un’ulteriore sfida per le forze di sicurezza frontaliere. Le autorità dell’Oman hanno continuato a fare progressi nella costruzione di una recinzione lungo il confine con lo Yemen per impedire l’ingresso illegale in Oman. I governi di Omani e degli Stati Uniti hanno continuato a impegnarsi in frequenti attività di formazione relative alla sicurezza delle frontiere.

Nonostante ciò, le agenzie antiterrorismo dello Yemen riescono a comunicare e a coordinarsi quotidianamente. Le forze speciali del Sultano e la Polizia Reale (ROP), insieme alla Special Task Force locale costituiscono i principali organi di risposta al terrorismo. Il governo di Muscat riconosce la necessità di migliorare le proprie capacità e il coordinamento con gli Stati Uniti.

Per quanto riguarda il contrasto al finanziamento del terrorismo, l’Oman è un membro del Middle East and North Africa Financial Action Task Force, un organismo regionale in stile Financial Action Task Force (FATF). L’Oman ha emendato la legge sul finanziamento del terrorismo (CFT) con il decreto reale 30/2016 nel 2016. Tale legge richiede che le istituzioni finanziarie, l’industria privata e le organizzazioni senza scopo di lucro controllino le transazioni per riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo, e richieda altresì la raccolta dei dati dei clienti per i bonifici bancari. La revisione della CFT ha anche consolidato la sua autorità all’interno del Centro Nazionale per le Informazioni Finanziarie, rendendolo un’entità governativa indipendente. Nonostante i progressi compiuti, permangono alcune lacune, tra cui l’adozione di una decisione sui meccanismi per l’attuazione del regime di sanzioni contro l’ISIS e al-Qaida, il rilascio di misure anti-riciclaggio di denaro, il finanziamento del terrorismo, i regolamenti per i settori identificati dalla legge e la designazione di importi di bonifico bancario per le procedure della clientela. 

In relazione al contrasto dell’estremismo violento, il Gran Mufti dell’Oman, lo sceicco Ahmed al-Khalili, ha pubblicato un saggio nell’ottobre 2014, invitando tutti i musulmani a rifiutare l’estremismo e promuovere la tolleranza, temi che ha poi ripetutamente amplificato nel suo programma televisivo settimanale. Il governo di Muscat continua a promuovere una campagna di sensibilizzazione chiamata “Islam in Oman”, progettata per incoraggiare le pratiche islamiche tolleranti e inclusive. Un programma del Ministero della dotazione e degli affari religiosi (MERA), “Tolleranza, comprensione, convivenza – Il messaggio dell’Islam sull’Oman”, fa parte degli sforzi del governo per migliorare il dialogo interreligioso, promuovendo la tolleranza nella Grande Moschea di Sultan Qaboos. 

Nell’ambito della cooperazione regionale e internazionale, l’Oman partecipa al forum di cooperazione strategica degli Stati Uniti e del Consiglio di cooperazione del Golfo (GCC). L’Oman vota regolarmente a favore delle misure antiterrorismo nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, nella Lega araba, nel Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) e nell’Organizzazione per la cooperazione islamica. L’Oman è diventato il 41esimo Paese a far parte dell’Alleanza militare islamica a guida saudita per combattere il terrorismo a fine dicembre.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Sofia Cecinini

di Redazione

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