Israele: esercito uccide 3 militanti palestinesi al confine con Gaza

Pubblicato il 27 maggio 2018 alle 14:20 in Israele Palestina

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Un carro armato di Israele ha bombardato e ucciso 3 membri del movimento militante palestinese per il Jihad Islamico nella Striscia di Gaza, in seguito a settimane di agitazioni, scontri e proteste lungo il confine.

Nella giornata di domenica 27 maggio, l’esercito israeliano ha confermato di aver preso come bersaglio di un’offensiva un avamposto di osservazione, giustificandolo come reazione a una bomba che, durante la notte, sarebbe stata piazzata in prossimità del confine. L’ordigno è stato detonato alla luce del giorno dagli artificieri dell’esercito israeliano senza provocare vittime né feriti; a renderlo noto sono state le forze armate del Paese tramite Twitter.

Gaza si trova attualmente sotto il controllo di Hamas, movimento islamista ostile verso Israele. Il Movimento per il Jihad Islamico in Palestina, anche detto in breve Jihad Islamico Palestinese, opera con una certa indipendenza rispetto ad Hamas. È stato fondato nella Striscia di Gaza negli anni Settanta da Fathi Shaqaqi, e inizialmente operava come ramo distaccato della Jihad islamica egiziana; il suo obiettivo strategico è la distruzione di Israele per sostituirlo con uno Stato islamico palestinese. Il movimento è finanziato in parte da Hezbollah, a cui secondo alcuni si sarebbe affiliato; la notizia non è stata però confermata. Altri hanno ritenuto tale affiliazione improbabile, in quanto il gruppo libanese Hezbollah è un movimento a netta prevalenza sciita, a differenza della Jihad Islamica palestinese, la quale è di religione sunnita.

A Israele, sabato 26 maggio, l’esercito nazionale ha annunciato la morte di un soldato che giovedì 24 maggio era rimasto ferito durante un raid nella porzione occupata della Cisgiordania. In tale occasione, i palestinesi avevano fatto cadere una lastra di pietra sulla sua testa da un palazzo. Centinaia di cittadini israeliani hanno presenziato al funerale del soldato, che si è tenuto a Gerusalemme domenica 27 maggio.

Gli scontri e le ostilità lungo la Striscia di Gaza sono iniziati il 30 marzo, da quando sono iniziate le manifestazioni di massa dei palestinesi. Secondo Israele, tali proteste sarebbero mirate a violare apertamente il confine con il proprio territorio. Finora, nelle manifestazioni sono stati uccisi almeno 113 palestinesi in scontri a fuoco dell’esercito israeliano, mentre il numero totale dei feriti palestinesi di queste settimane ha superato i 10mila, con circa il 50% che richiede il ricovero in ospedale, secondo quanto riportato da The New Arab. Per quanto riguarda la fazione israeliana, fatto salvo per il soldato morto sabato, non sono state registrate vittime, tuttavia il governo ha lamentato severi danni alle fattorie presenti sulla sua parte del confine, causati da aquiloni trasportatori di ordigni esplosivi fatti volare sopra Gaza.

L’enorme quantità di feriti ha messo in estrema difficolta le strutture ospedaliere nella Striscia di Gaza. È necessario menzionare che anche prima degli eventi del 14 maggio, il sistema sanitario di Gaza, basato su 13 ospedali pubblici e 14 cliniche gestite da ONG, si era indebolito sotto la persistente carenza di farmaci e forniture chirurgiche legate al blocco imposto sulla Striscia di Gaza da Israele. Inoltre, a Gaza l’elettricità è assicurata per un numero limitato di ore al giorno e le riserve di carburante sono estremamente ristrette.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

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