Camerun: decine di vittime in una delle regioni anglofone del Paese

Pubblicato il 27 maggio 2018 alle 9:44 in Africa Camerun

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Decine di persone sono state uccise in una delle regioni anglofone del Camerun, ma le circostanze esatte della loro morte non siano chiare, secondo quanto riportato da fonti locali.

L’incidente è avvenuto nella città di Menka, nella regione nordoccidentale del Paese. Si tratta di uno degli avvenimenti più sanguinosi da quando i secessionisti armati della minoranza anglofona hanno lanciato una serie di attacchi contro il governo camerunense, a maggioranza francofona.

Agbor Balla Nkongho, un attivista e avvocato per i diritti umani, ha dichiarato che almeno 34 corpi sono stati ritrovati venerdì 25 maggio nella città di Menka. L’uomo si è però rifiutato di dire chi è il responsabile delle vittime. Un’altra fonte, rimasta anonima, ha spiegato che i corpi erano crivellati di colpi d’arma da fuoco e che, tra i morti, c’erano anche donne e bambini.

Il portavoce dell’esercito del Camerun, il colonnello Didier Badjeck, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha spiegato che, venerdì 25 maggio, le truppe del governo avevano circondato un hotel di Menka, in seguito a una soffiata sulla presenza nell’edificio di ribelli separatisti. Badjeck ha aggiunto che c’è stata una sparatoria in cui “sono stati neutralizzati numerosi terroristi”. Nessun portavoce dei separatisti ha rilasciato commenti sull’accaduto.

Nel 2016, in Camerun si verificarono alcuni movimenti pacifici di protesta da parte di insegnanti e avvocati, contro l’emarginazione della minoranza anglofona da parte del governo del Paese, a maggioranza francofona. Tuttavia, tali manifestazioni si sono trasformati in conflitti armati, che sono stati aggressivamente repressi dalle forze governative. Da quando le regioni anglofone, situate a nord-ovest e sud-ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Nel corso dei due anni passati, più di 25 soldati sono morti in una serie di raid per cercare di ottenere l’indipendenza. Migliaia di camerunensi sono fuggiti dal Paese, rifugiandosi nella vicina Nigeria. Gli Stati Uniti e i gruppi per i diritti umani hanno accusato il governo di Yaoundè di aver raso al suolo interi villaggi e di aver perpetrato uccisioni mirate nelle regioni anglofone del Paese, ma le autorità hanno negato.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, nessuna azione concreta è stata ancora intrapresa.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.