Albania: proteste contro il premier e il ministro degli Interni

Pubblicato il 27 maggio 2018 alle 11:20 in Albania Europa

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Durante una protesta organizzata a Tirana, migliaia di sostenitori dell’opposizione del governo albanese hanno richiesto al primo ministro del Paese, Edi Rama, e al ministero degli Interni, Fatmir Xhafaj, di rassegnare le dimissioni, accusandoli di avere contatti con la criminalità organizzata e il traffico di droga.

I partecipanti alla manifestazione hanno sfilato per due ore nelle strade della capitale, sabato 26 maggio, al grido di “Rama vai via”, sventolando bandiere dell’Albania e dell’Unione Europea. Alcuni di loro hanno lanciato pietre e altri oggetti contro l’edificio che ospita l’ufficio del primo ministro e il Ministero degli Interni, mentre altri hanno cercato di distruggere la recinzione che circonda il palazzo e di oltrepassare il cordone formato dalle forze dell’ordine per impedire ai manifestanti di accedervi. Il capo della polizia nazionale, Ardi Veliu, ha dichiarato che 11 agenti sono stati feriti nel tentativo di allontanare i manifestanti dall’edificio del governo.

Le proteste sono scoppiate in seguito al rilascio, da parte del giornalista Jetmir Olldashi, dell’intercettazione telefonica di una conversazione che, secondo l’opposizione, sarebbe avvenuta tra il fratello di Xhafaj e uno spacciatore. Secondo Olldashi, i due stavano parlando del contrabbando di cannabis in Italia. I democratici accusano il ministro degli Interni di sostenere le attività del fratello che, all’inizio di maggio, si è costituito alle autorità italiane per scontare una pena, risalente al 2002, per traffico di droga. Xhafaj ha respinto tutte le accuse, spiegando che, se verranno provate, rassegnerà le dimissioni.

Le tensioni nel Paese sono aumentate in seguito alla decisione di un tribunale albanese, risalente a due settimane fa, di porre agli arresti domiciliari l’ex ministro degli Interni, Saimir Tahiri, e un collega vicino a Rama, che sarebbe coinvolto in “traffico di droga e corruzione”. I due funzionari hanno respinto tutte le accuse.

L’opposizione teme che il presunto coinvolgimento del governo nella criminalità organizzata potrebbe distruggere il percorso dell’Albania verso l’entrata nell’Unione Europea. Il Paese aprirà i negoziati per entrare nel blocco a giugno, secondo quanto auspicato da Rama stesso.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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