Venezuela: Maduro incontra senatore americano dopo sanzioni

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 11:31 in USA e Canada Venezuela

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il presidente venezuelano, Nicolás Maduro, ha incontrato il senatore statunitense Bob Corker, a meno di una settimana di distanza dalla seconda rielezione del capo di Stato sudamericano, incarico che gli Stati Uniti non hanno formalmente riconosciuto.

L’incontro tra Maduro e Corker è avvenuto nella giornata di venerdì 25 maggio, cinque giorni dopo la rielezione del presidente latinoamericano. L’emittente nazionale venezuelana ha trasmesso immagini che mostrano i due mentre si stringono la mano presso il palazzo presidenziale Miraflores; tuttavia, né il gabinetto di Maduro né il senatore repubblicano del Tennessee, nonché presidente del Comitato per le Relazioni Estere del Senato, hanno rilasciato dichiarazioni alla stampa. Il ministro per l’Informazione venezuelano, Jorge Rodriguez, ha commentato l’incontro tra i due diplomatici riferendo ai giornalisti: “Si è trattato di una riunione positiva, sono buone notizie per il popolo venezuelano”.

La rielezione di Maduro come presidente del Venezuela ha causato un ulteriore deterioramento delle relazioni bilaterali con gli Stati Uniti. Il vicepresidente degli Stati Uniti, Mike Pence, ha qualificato il voto come “farsa” e ha dichiarato che il suo Paese non riconosce la vittoria di Maduro. Washington ha pertanto definito “non democratiche” le elezioni che si sono svolte domenica 20 maggio nel Paese sudamericano, e ha aumentato le sanzioni già pendenti sul Venezuela. Caracas, per sua parte, ha risposto alla reazione americana tramite l’espulsione dei due più importanti diplomatici statunitensi dalla capitale venezuelana, mossa che ha scatenato una simile decisione per conto degli Stati Uniti.

I legislatori statunitensi avevano precedentemente discusso con gli ufficiali venezuelani circa il rilascio di Josh Holt, un cittadino americano e missionario mormone originario dell’Utah, il quale è confinato in prigione nel Paese sudamericano dal 2016 con accuse legate all’uso di armi. Gli ufficiali americani affermano che il Venezuela stia usando il rilascio di Holt come termine di negoziazione nelle trattative inerenti alle sanzioni.

L’economia venezuelana sta assistendo al quinto anno consecutivo di forte contrazione, insieme a una robusta inflazione e alla penuria di derrate alimentari e medicine. L’estrema povertà ha causato, negli ultimi anni, un’emigrazione di massa, la quale ha inasprito le difficoltà economiche a cui il Paese deve far fronte. Gli Stati Uniti avevano già imposto sanzioni su alcuni individui legati a Maduro, accusandoli di corruzione. Maduro, dal canto suo, accusa Washington di cospirare per rovesciare il suo governo e prendere il controllo del Paese, membro dell’OPEC, e con esso delle sue riserve di petrolio, che sono le più vaste al mondo; egli ha inoltre affermato che l’“economia di guerra” statunitense è la principale causa dei problemi che affliggono Caracas.

OPEC è la sigla con cui si fa riferimento all’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio (Organization of the Petroleum Exporting Countries), fondata tra il 10 e il 14 settembre 1960 e composta oggi dall’associazione di 14 Paesi, i quali hanno formato un cartello economico per negoziare con le compagnie petrolifere aspetti relativi alla produzione di petrolio, prezzi e concessioni. Il Segretario Generale dell’OPEC è Nigeria Mohammed Barkindo, e i Paesi membri sono attualmente: Venezuela, Algeria, Angola, Arabia Saudita, Ecuador, Emirati Arabi Uniti, Iran, Iraq, Kuwait, Libia, Nigeria, Qatar, Gabon e Indonesia.

 

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione a cura di Claudia Castellani

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.