Niger: ONG lanciano appello per la liberazione di 26 attivisti

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 6:15 in Africa Niger

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Oxfam, Amnesty International e altre ONG attive nel campo della protezione dei diritti umani hanno chiesto alle autorità nigerine il rilascio di 26 attivisti, arrestati lo scorso 25 marzo a Niamey.

Gli attivisti, facenti parte di organizzazioni attive nel settore della società civile in Niger, si erano opposti all’emanazione della legge fiscale 2018, ritenuta “antisociale” in quanto finalizzata a imporre nuove tasse. Secondo le ONG, si sarebbe trattato di una legge finalizzata a “schiacciare il popolo”. Le autorità nigerine avevano proceduto all’arresto dei 26 manifestanti, sebbene il governo di Niamey sostenga di aver arrestato soltanto 8 persone, difendendo la scelta come pienamente legale.  I capi d’accusa, di cui gli attivisti dovranno rispondere di fronte a un tribunale, sono piuttosto pesanti: “organizzazione e partecipazione a una dimostrazione vietata”, “complicità nella violenza”, “aggressione” e “distruzione della proprietà”. Nella giornata di giovedì 24 maggio, tramite una dichiarazione rilasciata per Radio France International (RFI), il ministro degli interni nigerino, Mohamed Bazoum, si è espresso in favore degli arresti, definendoli totalmente legittimi.  

Secondo le ONG, la detenzione dei manifestanti costituirebbe una violazione del diritto internazionale, il quale autorizza le organizzazioni della società civile a intraprendere attività di manifestazione pacifica. A tale proposito, le organizzazioni chiedono al governo nigerino il rilascio immediato degli attivisti e l’avvio di un dialogo costruttivo con i rappresentanti della società civile, per discutere dei propri diritti.

Adama Coulibaly, direttore della sezione Africa occidentale di Oxfam, una delle ONG che ha firmato la petizione per liberare i prigionieri, afferma che la situazione “preoccupa profondamente le organizzazioni internazionali che difendono i diritti umani e lo sviluppo, le quali sono convinte che “l’ampliamento dello spazio civico non riduca quello del governo, ma, al contrario, permetta ai cittadini di dialogare con le autorità ed esprimere i loro disaccordi in maniera costruttiva”.

Secondo un report pubblicato da Amnesty International, tra il 2017 e il 2018, in Niger, centinaia di persone sarebbero state arrestate solamente per aver esercitato il diritto alla libertà di espressione e di associazione. La crisi umanitaria che caratterizza il Paese è particolarmente aggravata dai ripetuti attacchi del gruppo terroristico nigeriano Boko Haram, la cui violenza ha forzato sempre più persone ad abbandonare il Paese per rifugiarsi nel vicino Ciad. Inoltre, l’instabilità degli Stati vicini, quali Mali, Libia e Nigeria, sta contribuendo a peggiorare la situazione interna del Niger, già precaria di per sé. In particolare, i confini con la Libia costituiscono un territorio vulnerabile alle attività dei trafficanti di esseri umani.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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