Myanmar: nuovo report di Amnesty International

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 6:10 in Asia Myanmar

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Amnesty International ha rilasciato, martedì 22 maggio, un report in cui accusa l’Arakan Rohingya Sakvation Army (ARSA) di essere responsabile del massacro di 99 civili hindu, avvenuto nel mese di agosto del 2017 nello Stato di Rakhine.

“La nostra indagine, basata su dozzine di interviste e di materiale fotografico analizzato da medici legali, fa luce sulle modalità attraverso le quali l’ARSA avrebbe seminato il panico tra l’etnia hindu presente nello Stato di Rakhine. Si tratterebbe di vero e proprio abuso di diritti umani da parte del gruppo armato musulmano”, si legge nel report di Amnesty International.

L’accusa di Amnesty International è stata formalmente rigettata, venerdì 25 maggio, da parte del leader dell’ARSA, Ata Ullah, il quale ha ritenuto ingiustificabili e avventate le dichiarazioni contenute nel report dell’organizzazione a salvaguardia dei diritti umani.

In risposta alla dichiarazione del leader dell’ARSA, Tirana Hassan, direttrice del Crisis Response di Amnesty International, ha invitato le autorità del Myanmar a concedere l’accesso illimitato ai funzionari delle Nazioni Unite e ad altri investigatori indipendenti presso lo Stato settentrionale di Rakhine. “L’Arakan Rohingya Salvation Army è responsabile delle atrocità commesse e le nostre indagini mostrano l’evidenza di questa accusa”, ha precisato la direttrice Hassan.

L’ARSA sarebbe nato nel 2012 con l’obiettivo di difendere la minoranza musulmana Rohingya dai soprusi perpetrati dal governo del Myanmar ed è stato il protagonista degli scontri con le forze armate governative nello stato di Rakhine. A causa dei suoi metodi spesso violenti e della propaganda fondamentalista, è considerato alla stregua di un’organizzazione terroristica dal governo.

Il popolo Rohinghya è una minoranza musulmana presente nello Stato di Rakhine nel Myanmar. Il gruppo etnico non è formalmente riconosciuto dal governo nazionale ed è perseguitato dal governo dello Stato di Rakhine. Nel corso del 2017, a seguito della brutale repressione avviata dal governo del Myanmar, circa 700.000 persone appartenenti alla minoranza islamica Rohingya sono state costrette ad abbandonare i propri villaggi e a trovare rifugio in Bangladesh.

Gli Stati Uniti e le Nazioni Unite hanno definito l’azione del governo come un atto di pulizia etnica mentre questo afferma di aver semplicemente risposto agli attacchi perpetrati ad Agosto 2017 dall’Arakan Rohingya Salvation Army.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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