Camerun: condannati per terrorismo attivisti anglofoni

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 12:34 in Africa Camerun

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Un tribunale del Camerun ha dichiarato colpevoli 7 attivisti della minoranza anglofona del Paese di ribellione e atti di terrorismo, condannandoli a scontare pene tra i 10 e i 15 anni in carcere e a pagare un’ammenda comprensiva pari a circa 398.000 euro, oltre alle spese processuali.

A gennaio 2017, le autorità avevano arrestato Mancho Bibixy, un presentatore radiofonico dell’area nordoccidentale dello Stato, congiuntamente a decine di altri attivisti, durante le attività volte a inasprire il giro di vite contro il movimento secessionista anglofono, che accusa il governo francofono dell’attuale presidente, Paul Biya, di emarginare la minoranza anglofona del Camerun. Nonostante uno degli attivisti sia stato assolto, l’avvocato di Bibixy, Claude Assira, ha spiegato che le condanne non faranno altro che peggiorare la crisi nel Paese. L’uomo ha sottolineato che la sua parte ricorrerà in appello.

L’ambasciatore statunitense presso il Camerun, Peter Henry Barlerin, ha accusato il governo di Yaoundè di perpetrare saccheggi, uccisioni e incendi dolosi mirati. Il 22 maggio, il ministro degli Esteri dello Stato africano, Mbella Mbella, ha convocato Barlerin per discutere il contenuto di tali dichiarazioni.

Nel 2016, in Camerun si verificarono alcuni movimenti pacifici di protesta da parte di insegnanti e avvocati, contro l’emarginazione della minoranza anglofona da parte del governo del Paese, a maggioranza francofona. Tuttavia, tali manifestazioni si sono trasformati in conflitti armati, che sono stati aggressivamente repressi dalle forze governative. Da quando le regioni anglofone, situate a nord-ovest e sud-ovest, hanno cominciato a battersi, nel novembre 2016, il numero delle forze di sicurezza e gli interventi militari per fronteggiare la crisi sono aumentati, secondo i dati di Amnesty International. Nel corso dei due anni passati, più di 25 soldati sono morti in una serie di raid per cercare di ottenere l’indipendenza. Migliaia di camerunensi sono fuggiti dal Paese, rifugiandosi nella vicina Nigeria.

Le tensioni nel Paese si sono aggravate quando, il primo ottobre 2017, i separatisti hanno proclamato l’indipendenza dell’Ambazonia, conosciuta anche come Camerun britannico del Sud, e creato un governo provvisorio, osteggiato dal presidente Biya. Nonostante alcuni tentativi di mediazione tra il governo e i gruppi secessionisti, nessuna azione concreta è stata ancora intrapresa.

Le radici della divisione linguistica nello Stato africano risalgono alla fine della Prima Guerra Mondiale, quando la Società delle Nazioni decise di spartire il Camerun, ex colonia tedesca, tra i vincitori inglesi e francesi. Quando la Repubblica del Camerun ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960, il Camerun del sud, sotto la dominazione inglese, si unì ad essa. Tuttavia, le politiche delle autorità centrali hanno sempre pesato sulla minoranza anglofona, che costituisce circa il 20% della popolazione e si sente emarginata culturalmente ed economicamente.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Consultazione delle fonti inglesi e redazione di Chiara Romano

di Redazione

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