Abbattuto un altro missile dei ribelli yemeniti in Arabia Saudita

Pubblicato il 26 maggio 2018 alle 6:00 in Medio Oriente Yemen

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Le difese aeree saudite hanno abbattuto un nuovo missile dei ribelli yemeniti Houthi diretto contro la città meridionale di Najran nella notte tra il 24 e il 25 maggio, secondo quanto riferito dalla coalizione guidata dall’Arabia Saudita.

Il missile è stato lanciato intorno alla mezzanotte dal territorio dei ribelli e i suoi detriti sono caduti nelle zone residenziali di Najran, senza causare vittime, secondo quanto ha riferito il portavoce della coalizione saudita, Turki al-Maliki. Da parte loro, i ribelli Houthi hanno confermato in un comunicato stampa di aver lanciato un missile Badr-1 sulla città saudita di Najran.

Nella giornata del 24 maggio, un altro missile dei ribelli Houthi è stato intercettato sulla città di Jizan, senza causare vittime. Negli ultimi mesi il numero di attacchi missilistici da parte dei ribelli Houthi in territorio saudita è aumentato. L’ultimo lancio di missili balistici da parte dei ribelli contro il territorio dell’Arabia Saudita si era verificato il 21 maggio contro la città di Jazan. Precedentemente, il 14 maggio,  gli Houthi avevano attaccato un centro di distribuzione di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, nel sud del Regno. Il 9 maggio, le forze di difesa saudite avevano intercettato due missili balistici nei cieli di Riad. In tale occasione, gli Houthi avevano riferito che i missili erano stati lanciati contro alcuni obiettivi economici sauditi.  

Secondo quanto riportato da The New Arab, l’Arabia Saudita ha testato nel mese di maggio un nuovo sistema antimissilistico nella capitale, Riad, e nella provincia orientale, la più ricca di petrolio del Regno.

Lo Yemen è dilaniato dalla guerra civile dal 19 marzo 2015. Nel conflitto si contrappongono due fazioni che rivendicano la legittimità del potere. Da un lato, gli Houthi, un gruppo sciita, dall’altro le forze del governo del presidente Rabbo Mansour Hadi, deposto con un colpo di stato il 22 gennaio 2015, ma tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale.

La situazione del Paese è resa ancora più complessa dall’intervento delle forze straniere. La coalizione araba, guidata dall’Arabia Saudita, che comprende Emirati Arabi Uniti, Egitto, Kuwait, Sudan e Bahrein, è intervenuta nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a sostegno del presidente Hadi. Da parte sua, l’Iran sostiene gli Houthi, inviando segretamente armi al gruppo. Sia la coalizione araba, sia l’Iran, mirano a stabilire il proprio controllo nel Paese e temono che la fazione avversa stabilisca la propria presenza nel territorio, determinando così l’influenza sciita o sunnita nella regione.

In questo contesto, il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. Il giorno precedente, il 6 maggio, le forze della Difesa saudita avevano intercettato due missili balistici, lanciati dai ribelli yemeniti sempre contro la città di Najran.

L’episodio più grave per l’Arabia Saudita si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona. Il 28 aprile, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan. L’attacco era stato condotto poche ore dopo che un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli.

Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri. Tuttavia, gli attacchi da parte degli Houti, in territorio saudita e nello Yemen stesso, non accennano a fermarsi.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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