Turchia: bomba uccide due guardie al confine con Iraq e Iran

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 6:10 in Medio Oriente Turchia

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Due guardie turche sono state uccise e altre 3 sono rimaste ferite da una bomba esplosa in un’area presso il confine turco con Iraq e Iran, nell’est del Paese. L’ordigno si trovava in un villaggio, sul lato di una strada, ed è saltato in aria al passaggio del veicolo delle vittime. 

Le forze armate turche hanno lanciato un’operazione aerea nella provincia sud-orientale turca di Hakkari, per trovare i responsabili dell’attacco. Ankara ritiene il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) responsabile dell’attentato, secondo quanto riporta Reuters.  Il PKK controlla alcuni campi sulle montagne del nord dell’Iraq, da cui spesso effettua attacchi nella vicina Hakkari, che si trova al confine tra Turchia, Iraq e Iraq. Le guardie del villaggio sostengono l’esercito turco nella loro lotta contro il PKK nella regione.

Il Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) è un partito politico e para-militare considerato illegale da Ankara. Il conflitto tra la Turchia e i curdi risale al 1978. Da allora, i curdi chiedono la creazione dello Stato del Kurdistan indipendente e la possibilità di avere maggiori diritti politici e culturali all’interno della Turchia. Il principale gruppo dei ribelli curdi è rappresentato dal PKK, fondato nel 1978, il quale ha compiuto numerosi attacchi, nel corso degli anni, soprattutto nel sud-est della Turchia. La presenza dei suoi combattenti in Siria e nel Kurdistan iracheno ha portato Ankara a compiere diverse incursioni e attacchi contro i territori siriani e dell’Iraq.

In questo contesto, il 20 gennaio, Ankara aveva lanciato una campagna militare contro le People’s Protection Units (YPG), i combattenti curdi siriani, nel distretto di Afrin, situato nel nord della Siria, al confine con la Turchia. L’obiettivo dell’operazione, nota con il nome di Ramo d’Olivo e conclusasi il 18 marzo con la conquista di Afrin da parte turca, era quello di liberare il territorio dai terroristi e di creare una zona cuscinetto dell’estensione di 30 km al confine tra i due Paesi.

Il 6 maggio, il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan ha annunciato che la Turchia lancerà una nuova operazione nei territori di confine, dopo la conclusione delle elezioni, che si terranno il 24 giugno. Il presidente non ha fornito alcun dettaglio in merito al territorio in cui verrà lanciata la nuova offensiva, ma ha dichiarato: “La Turchia lancerà altre offensive, come le operazioni Scudo dell’Eufrate e Ramo d’Olivo, mirate a ripulire i propri confini dalle organizzazioni terroristiche nella nuova era”.

L’operazione Scudo dell’Eufrate era stata lanciata dal Consiglio di Sicurezza nazionale turco il 24 agosto 2016, nel nord della Siria, e si era conclusa il 30 marzo 2017. Gli obiettivi della campagna erano due. Il primo era quello di liberare l’area dal controllo dello Stato Islamico, sostenendo l’avanzata dell’Esercito Libero Siriano (Esl). Il secondo era quello di ostacolare le mire espansionistiche dei curdi siriani, confinandoli a est del fiume Eufrate, con la minaccia di attacchi armati in caso di violazione del confine. Già il 5 agosto 2017, il presidente turco aveva espresso la volontà di ampliare l’operazione, attraverso l’organizzazione di nuove campagne militari.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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