Somalia: circa 40 soldati uccisi nello scontro tra eserciti di Somaliland e Puntland

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 16:30 in Africa Somalia

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In Somalia, uno scontro tra l’esercito della regione semi-autonoma di Puntland e quello della Repubblica separatista di Somaliland ha provocato la morte di circa 40 soldati. L’agenzia di stampa Reuters ha riportato, venerdì 25 maggio, le testimonianze di un comandante militare di Puntland, Abdifatah Saiid, il quale ha parlato di una “pericolosa esplosione di violenza”.

Gli scontri sono scoppiati la mattina del 24 maggio, diffondendo la minaccia di una ripresa del conflitto tra le due parti relativamente alla sovranità sulla regione di Sool, nel nord del Paese. “La Somaliland ci ha attaccato e noi abbiamo dovuto rispondere con un’offensiva su vari fronti”, ha dichiarato il comandante militare. “È stata una battaglia infernale. Abbiamo ucciso almeno 30 soldati della Somaliland, ma, da parte nostra, abbiamo subito la perdita di 6 dei nostri uomini”, ha aggiunto il combattente di Puntland. La fonte ha poi rivelato che i combattimenti continueranno e che l’esercito non si arresterà fino a quando non avrà raggiunto la città di Las Anod, ritenuta illegalmente occupata dalla Somaliland. Il 16 maggio, la rivalità tra i due eserciti per il controllo sulla città di Tukaraq, confiscata dalla Somaliland il mese scorso, aveva causato la morte di 45 persone.

Il Puntland continua ad accusare la Somaliland per gli scontri di giovedì 24 maggio. “Difenderemo la nostra terra e tutte le sue persone”, ha dichiarato il presidente Abdiweli Mohamed Ali. La Missione di Assistenza dell’ONU in Somalia (UNITAF) e i partner internazionali del Paese, tra cui Stati Uniti e Unione Europea, hanno invitato entrambe le parti a fermare i combattimenti. Lo staff delle Nazioni Unite ha chiarito che gli scontri costituiscono un’ulteriore sofferenza pel la popolazione della Somalia, già afflitta da una grave crisi umanitaria a causa delle pesanti piogge torrenziali delle ultime settimane.  

La Somaliland si è separata dalla Somalia e si è auto-dichiarata indipendente nel maggio 1991, pur non venendo mai riconosciuta dalla comunità internazionale. La disputa con la regione di Puntland è iniziata nel 1998, quando questo si è proclamato Stato autonomo della Somalia e ha iniziato a rivendicare la sua sovranità sui territori al confine con la Somaliland. Il Puntland sostiene che Sool, Sanaag e Ayn (Khatumo-SSC) siano aree di sua appartenenza in virtù del legame con la popolazione tribale del luogo. Dal canto suo, la Somaliland rivendica i territori come parte dei confini originari del protettorato britannico della Somalia. Gli scontri si sono acuiti a partire dall’ottobre 2007, con punte di violenza nel 2010, in occasione delle elezioni presidenziali in Somaliland, e nel 2016, quando un importante membro dell’amministrazione di Puntland, Mohamed Farah Adan, fu catturato.  

Divenuta indipendente nel 1977, la Somalia è precipitata in una guerra civile dal 1991, quando il presidente Siad Barre fu rovesciato dai gruppi di resistenza armata nel Paese, attivi dagli anni ’80. Il successivo vuoto di potere portò ad una lotta tra i vari gruppi ribelli, tra i quali il Congresso della Somalia Unita, il Movimento Nazionale Somalo (nel Somaliland) e il Fronte Democratico di Salvezza Somalo (nel Puntland). Il conflitto indusse le Nazioni Unite ad organizzare una missione di peace-keeping nell’aprile 1992. Nel 2000 venne insediato il Governo nazionale di transizione (GNT), seguito dal Governo federale di transizione nel 2004 (GFT).

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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