Libia: autobomba uccide 7 persone a Bengasi

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 10:45 in Africa Libia

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Un’autobomba è esplosa in una strada trafficata situata dietro l’hotel Tibesti, nel centro di Bengasi, importante città della Libia orientale che affaccia sul Mediterraneo, giovedì 24 maggio, uccidendo almeno 7 persone e ferendone 10. L’ISIS ha rivendicato l’azione su Twitter, riferendo che “diversi lupi solitari del califfato hanno colpito un gruppo di soldati della tiranno Khalifa Haftar, nemici di dio, sono morti in un attacco suicida grazie a Dio”.

Il generale Haftar aveva cacciato i terroristi da Bengasi, il 5 luglio 2017, dopo tre anni dall’inizio delle operazioni militari. Attualmente, le forze della Libyan National Army (LNA), guidate da Haftar, mantengono il controllo della città.  

Nonostante la liberazione di Bengasi, nell’ultimo anno si sono verificati attentati sia nella città, sia nelle aree circostanti del nord-est del Paese, diretti prevalentemente contro posti di blocco delle forze dell’LNA. Tuttavia, secondo Reuters, gli attacchi nel centro di Bengasi rappresentano un evento raro.  Nella notte tra il 23 e il 24 gennaio, due autobombe erano esplose di fronte alla moschea di Bayaat Al-Radwan, situata nel quartiere centrale di Al-Sleimani, causando la morte di 41 persone e il ferimento di altre 80. Successivamente, venerdì 9 febbraio, due bombe erano esplose all’interno di una moschea nel distretto di Majouri, nella zona orientale della città. Entrambi gli attentati erano stati rivendicati dall’ISIS.

Il terrorismo è giunto in Libia il 3 ottobre 2014, quando a Derna, città situata nella parte nordorientale del Paese, un gruppo di miliziani libici aveva aderito alla causa del califfato islamico.

In Libia, i gruppi armati terroristici traggono vantaggio dall’instabilità politica. Attualmente, sul territorio sono presenti due governi rivali: il primo, sostenuto da Stati Uniti e Italia, si trova a Tripoli ed è stato creato dall’ONU il 30 marzo 2016. Il secondo, situato a Tobruk, è protetto da Russia, Egitto ed Emirati Arabi Uniti. Il generale Khalifa Haftar è considerato l’uomo forte di tale governo.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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