Burkina Faso rompe i legami con Taiwan

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 6:20 in Burkina Faso Taiwan

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A seguito della decisione presa dal governo del Burkina Faso di rompere i legami diplomatici con Taiwan, giovedì 24 maggio, l’isola perde il suo secondo alleato nell’arco di un mese, dopo la rottura dei rapporti con la Repubblica Dominicana.

“L’evoluzione del mondo e le sfide socioeconomiche presenti nel nostro Paese e nella nostra regione ci spingono a riconsiderare la nostra posizione nei confronti di Taiwan”, si legge nel comunicato rilasciato dal ministero degli Affari Esteri del Burkina Faso.

La decisione presa dal Burkina Faso lascia un unico alleato in Africa per Taiwan, ovvero lo Stato dello Swaziland. Inoltre, la perdita dello Stato africano ha comportato le dimissioni del ministro degli Esteri taiwanese,  Joseph Wu.

La presidente di Taiwan, Tsai-Ing Wen, ritiene che dietro alla decisione del governo del Burkina Faso vi sia stata la pressione della Cina. “I tentativi della Cina di portarci via i nostri alleati, aumentando in questo modo la pressione diplomatica su di noi, non ridurrà la distanza tra Taiwan e la Cina e soprattutto non permetterà alle relazioni tra i Paesi dello Stretto di camminare su un percorso amichevole e pacifico”, ha affermato la presidente Tsai.

Il governo del Burkina Faso non ha ancora specificato se, a seguito della rottura dei rapporti con Taiwan, stabilirà relazioni diplomatiche con la Repubblica Popolare Cinese. In ogni caso, il ministero degli Esteri cinese ha rilasciato una dichiarazione nella quale afferma di approvare la scelta presa dal Burkina Faso. “Siamo pronti ad accogliere il Burkina Faso all’interno della cooperazione amichevole che si è instaurata tra Cina e Africa”, ha aggiunto Lu Kang, portavoce del ministero degli Esteri di Pechino.

La Repubblica Popolare Cinese considera l’isola di Taiwan come una sua provincia e non è disposta a concederle una formale indipendenza. Al contrario, per riaffermare il principio One China Policy, secondo il quale gli Stati che desiderano intrattenere rapporti diplomatici e commerciali con la Cina non possono riconoscere l’indipendenza dell’isola di Taiwan, la Repubblica Popolare Cinese ha avviato una serie di esercitazioni militari nello Stretto di Taiwan.

L’atteggiamento più assertivo cinese ha spinto il governo di Taiwan ad annunciare all’inizio dell’anno un incremento del budget per la difesa dell’isola, con l’obiettivo di dotarsi di armamenti tecnologicamente avanzati in grado di fungere da deterrente nei confronti di Pechino. “Le armi di cui Taiwan ha maggiormente bisogno sono i sottomarini, i jet da guerra ed i sistemi di difesa anti-missili balistici”, ha dichiarato Ian Easton, ricercatore americano presso il Project 2049 Institute.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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