Brexit: UK chiede restituzione di 1 miliardo di sterline per Galileo

Pubblicato il 25 maggio 2018 alle 7:30 in Europa UK

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Di fronte alla volontà di Bruxelles di lasciare il Regno Unito fuori dal sistema di navigazione satellitare Galileo, il 24 maggio Londra ha richiesto la restituzione delle risorse investite nel programma. Nell’ambito delle negoziazioni per la Brexit, si sta creando attrito tra i negoziatori relativamente al programma Galileo, un sistema di posizionamento e navigazione satellitare civile, sviluppato in Europa come alternativa al Global Positioning System (GPS), controllato invece dal Dipartimento di Difesa degli Stati Uniti. Già il 5 maggio, in un meeting svoltosi a Sofia, i ministri della Difesa europei avevano paventato la possibilità di limitare l’accesso del futuro ex membro dell’Unione Europea ad informazioni sensibili. Tale indirizzo risponde all’esistenza di regole nell’Unione che non permettono l’accesso di Paesi non-membri a determinati corpi dell’organizzazione.

Di fronte a tale possibilità, i britannici hanno dapprima richiesto la restituzione delle risorse investite nel progetto, stimate in circa 1.34 miliardi di sterline, per poi paventare la possibilità di creare un programma concorrente rispetto a quello europeo. In tal senso, il 9 maggio, Colin Payner, direttore di Airbus Defence and Space UK, la più grande azienda spaziale britannica, aveva riportato ad una commissione britannica di legislatori che un tale progetto avrebbe potuto essere sviluppato in 4-5 anni, grazie all’expertise assunta nel lavorare sul programma Galileo, con fondi compresi tra i 3 e i 5 miliardi di sterline. A tal proposito, un portavoce della premier britannica, Theresa May, ha affermato che “la posizione del Regno Unito rimane quella di continuare ad essere parte del programma, ma stiamo portando avanti un’alternativa”.

La questione del programma satellitare, secondo quanto riporta il Sunday Express, è oggetto di vedute differenti da parte dei Paesi europei. In particolare, vengono riscontrate visioni diverse tra la Francia e la Germania. Parigi è preoccupata dalla possibile esclusione di Londra dal Public Regulated Service, un segnale criptato utilizzato dagli Stati membri per emergenze e a scopi militari, in quanto l’Eliseo vedrebbe nel Regno Unito il partner militare più affidabile. Dall’altra parte, Berlino sostiene invece l’approccio della Commissione Europea.

La negoziazione su tale punto, assume inoltre rilevanza a causa dell’influenza che potrebbe avere nell’ambito della cooperazione futura nella sicurezza. In un paper pubblicato dal Dipartimento britannico per l’uscita dall’Unione Europea (cd ministero Brexit), viene evidenziato come “La partecipazione futura del Regno Unito al programma Galileo rappresenta una scelta strategica che avrà un effetto permanente sulla futura collaborazione industriale nel campo della difesa”. Difatti, i negoziati tra Londra e Bruxelles dovranno presto affrontare anche il tema della cooperazione nella sicurezza e nella difesa. In tali negoziati, assume rilevanza la posizione della Francia, che già nel meeting del 5 maggio a Sofia, aveva avanzato le proprie proposte, ossia da un lato rafforzare il coinvolgimento della Spagna nelle operazioni militari, e dall’altro mantenere comunque Londra nell’ambito della cooperazione militare europea.

 

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di Redazione

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