Nigeria: esercito accusato di crimini di guerra e contro l’umanità

Pubblicato il 24 maggio 2018 alle 17:52 in Africa Nigeria

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L’esercito nigeriano è responsabile di aver commesso gravi crimini di guerra e contro l’umanità, tra cui tortura, abusi e uccisioni di civili, nella sua battaglia contro il gruppo jihadista di Boko Haram, iniziata nel 2009. È quanto ha denunciato Amnesty International, giovedì 24 maggio, in un articolo in cui ha specificato che i crimini continuano a essere perpetrati nonostante un’inchiesta condotta dalla presidenza nigeriana ad agosto 2017, i cui risultati non sono mai stati resi noti.

Il report di 89 pagine, pubblicato sul sito dell’ONG, si basa su centinaia di interviste ed è pieno di testimonianze di violenze sessuali, maltrattamenti e altri abusi. Dal canto suo, l’esercito nigeriano ha respinto tutte le accuse, rilasciando una dichiarazione in cui descrive i risultati dell’inchiesta “false insinuazioni su incidenti fittizi che sarebbero capitati nei campi per sfollati delle regioni del nord-est”. Anche una comunicazione della presidenza ha affermato che il report di Amnesty International manca di credibilità.

La Nigeria è impegnata dal 2009 in una guerra contro i miliziani di Boko Haram e il suo potente affiliato noto con il nome di Stato Islamico dell’Africa occidentale. L’esercito ha condotto le sue offensive contro i jihadisti fino in Camerun, Ciad e Niger ed è stato supportato da Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia. Il conflitto ha causato la morte di più di 30.000 persone e ha procurato una delle più gravi crisi umanitarie del continente.

Per anni, organizzazioni internazionali e gruppi per i diritti umani hanno documentato le violenze commesse dai soldati dell’esercito, senza che fossero presi provvedimenti da parte delle autorità militari. Secondo quanto riporta l’inchiesta di Amnesty International, i militari, nel condurre le loro operazioni, bruciano i villaggi e uccidono i residenti indiscriminatamente. Altre volte li costringono a trasferirsi nei campi per sfollati, dove restano senza acqua né cibo. Molte delle donne intervistate dall’ONG erano state rinchiuse, da sei mesi a due anni, in centri di detenzione dove venivano torturate e picchiate. “Nei campi le violenze sessuali continuano a essere perpetrate su vasta scala, costringendo le donne ad avere rapporti sessuali in cambio di cibo e altri beni di prima necessità”, si legge nel report.

L’organizzazione di Boko Haram è attiva in Nigeria dal 2009 ed è responsabile di innumerevoli attentati sparsi che mettono a dura prova la sicurezza del Paese. Il gruppo, che mira a costituire uno Stato islamico nelle regioni del nord-est, ha intensificato i suoi attacchi negli ultimi mesi. L’attentato più recente, il 2 maggio, ha causato la morte di circa 86 persone. I jihadisti utilizzano generalmente donne e bambini, che dopo essere stati rapiti, vengono costretti a diventare kamikaze. Le violenze, gli stupri e i sequestri perpetrati dal gruppo sono innumerevoli.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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