Israele-Palestina: ICC “la violenza deve cessare”

Pubblicato il 24 maggio 2018 alle 8:26 in Israele Palestina

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Il ministro degli Esteri dell’Autorità palestinese, Riyad Al-Maliki, ha chiesto alla Corte Penale Internazionale (ICC) “di aprire un’inchiesta immediata” per indagare i “crimini di guerra e apartheid” portati avanti da Israele nei territori palestinesi. Al-Maliki ha incontrato il procuratore capo dell’ICC, Fatou Bensouda, presso il tribunale dell’Aia il 22 maggio.  

L’ICC aveva già avviato un’indagine preliminare in Israele e nei territori palestinesi per presunti crimini di guerra e crimini contro l’umanità, il 17 gennaio del 2015. Il procedimento riguarda i fatti avvenuti tra luglio e agosto 2014, durante la guerra a Gaza tra Israele e i militanti di Hamas. In quei mesi hanno perso la vita oltre 2.100 palestinesi, di cui più della metà erano civili, e 73 israeliani. Tale indagine non è ancora passata alla fase successiva, che prevede l’apertura di un’inchiesta ufficiale sul caso.

Maliki ha affermato che ci sono chiare prove dei crimini israeliani e ha aggiunto coloro che hanno commesso tali crimini devono essere ritenuti responsabili delle loro azioni, senza ulteriori ritardi. L’incontro tra il ministro palestinese e il procuratore capo dell’ICC è avvenuto a seguito dei tragici eventi del 14 maggio, giorno in cui almeno 60 palestinesi sono stati uccisi, durante le proteste di Gaza, note anche con il nome di Marcia di Ritorno. Tali proteste, durate quasi sei settimane, hanno toccato il loro picco di violenza e di vittime palestinesi nello stesso giorno del trasferimento dell’ambasciata americana a Gerusalemme.  

In seguito, Maliki ha dichiarato che la decisione palestinese di appellarsi alla ICC è “dovuta all’intensificarsi della frequenza e della gravità dei crimini contro il suo popolo”. La delegazione palestinese ha evidenziato, inoltre, la questione degli insediamenti israeliani illegali in territorio palestinese, che è stata definita “la minaccia più pericolosa per la vita e per i mezzi di sussistenza palestinesi”.

L’AP ha aderito all’ICC nel gennaio 2015, con la sottoscrizione dello Statuto di Roma. Tuttavia, Israele non è un membro della Corte penale internazionale. “La Corte penale internazionale non ha giurisdizione sulla questione israelo-palestinese, dal momento che Israele non è un membro della Corte e visto che l’Autorità palestinese non è uno Stato”, ha affermato il ministro degli Esteri israeliano in una dichiarazione.

Alcune organizzazioni per la tutela per i diritti umani hanno esortato il pubblico ministero ad aprire un’indagine ufficiale. “Le recenti uccisioni a Gaza sottolineano l’importanza del procuratore della CPI, il quale agisce per affrontare il clima pervasivo di impunità in Palestina”, ha dichiarato Richard Dicker, direttore del Programma internazionale di giustizia presso l’organizzazione Human Rights Watch. La settimana scorsa Bensouda ha promesso che avrebbe analizzato la situazione a Gaza e che “avrebbe intrapreso qualsiasi azione necessaria” a perseguire eventuali crimini. “La violenza deve cessare”, ha dichiarato all’agenzia France-Press e ha chiesto a tutti gli interessati di evitare di peggiorare ulteriormente questa situazione e ha fatto esortato le Forze di Difesa israeliane affinché si astengano da un uso eccessivo della forza.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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