Francia: Le Drian avverte: politica statunitense aggraverà tensioni in Medio Oriente

Pubblicato il 24 maggio 2018 alle 10:04 in Francia Iran

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Il ministro degli Esteri francese, Jean-Yves Le Drian, ha dichiarato che la politica degli Stati Uniti in Iran rischia di destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente. Questo avvertimento è arrivato come commento alle dichiarazioni del segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo, rilasciate lunedì 21 maggio, in occasione di un suo discorso presso la Heritage Foundation, un think tank conservatore.

Nell’occasione, Pompeo aveva affermato che gli Stati Uniti avrebbero applicato “una pressione finanziaria senza precedenti” sull’Iran per mezzo delle “sanzioni più forti della storia”, se Teheran non avesse interrotto lo sviluppo del proprio programma missilistico e non avesse messo fine alle interferenze regionali. L’Iran ha reagito molto duramente alle minacce di Washington, al punto che un alto comandante militare ha replicato che il popolo della Repubblica Islamica avrebbe “dato un pugno in bocca” a Pompeo, secondo quanto riportato da The New Arab.

Ad avviso di Le Drian, le nuove misure statunitensi conferiranno potere ai conservatori iraniani, a discapito della fazione dei moderati, più inclini al dialogo con l’Occidente. Le sanzioni contro Teheran non promuoveranno il dialogo ma, al contrario, indeboliranno il presidente Hassan Rouhani, che è disponibile al compromesso negoziale, ha aggiunto Le Drian. “Questa decisione statunitense rischia di mettere la regione in pericolo più di quanto non sia oggi”, ha concluso il ministro francese.

L’8 maggio, il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato il ritiro americano dal Joint Comprehensive Plan of Action (JCPOA), l’accordo sul nucleare iraniano firmato il 14 luglio 2015, che comporterà il ripristino delle sanzioni contro Teheran. L’Unione Europea si è subito dichiarata determinata a salvare il patto, che è stato firmato da 3 Paesi membri dell’Unione, Germania, Gran Bretagna e Francia, oltre a Cina, Russia e Stati Uniti. L’accordo è il frutto di 12 anni di negoziazione diplomatica, e ha come principale scopo impedire all’Iran di sviluppare un’arma atomica.

Tra i tentativi compiuti dall’Unione per salvare il patto ci sono state diverse proposte da parte della Commissione europea che avevano lo scopo di aggirare le sanzioni statunitensi nei confronti dell’Iran, quando queste riprenderanno, in agosto. Ad esempio, la Commissione aveva ipotizzato di poter invitare i governi degli Stati membri a avviare il processo legale per consentire alla Banca europea per gli investimenti (BEI) di finanziare progetti dell’Unione in Iran. In base a tale piano, la banca avrebbe potuto garantire tali progetti attraverso il bilancio comune dell’Unione. La misura avrebbe altresì mirato a incoraggiare le imprese europee a investire in Iran.

Con l’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare, il futuro del patto è stato messo a repentaglio e le aspettative dell’opinione pubblica iraniana verso il ruolo dell’Unione Europea nella salvaguardia dell’accordo sono aumentate. L’Unione Europea deve compiere passi concreti per aumentare i propri investimenti in Iran e “il sostegno politico che l’Unione ha finora dimostrato nei confronti dell’accordo non è sufficiente”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif nei commenti rilasciati all’emittente di Stato IRIB. Gli impegni assunti da Bruxelles per l’applicazione dell’accordo nucleare non sono compatibili con l’annuncio di un probabile ritiro dall’Iran da parte delle principali società europee, ha aggiunto il ministro degli Esteri iraniano. Teheran ha minacciato di riprendere l’arricchimento dell’uranio industriale “senza limiti” se la tutela dei suoi interessi non verrà presa in considerazione nelle prossime negoziazioni.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

di Redazione

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