Filippine: ancora più di 300.000 sfollati dalla città di Marawi

Pubblicato il 24 maggio 2018 alle 6:10 in Asia Filippine

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Sebbene la città di Marawi sia stata dichiarata liberata dai terroristi affiliati all’ISIS il 23 ottobre 2017, più di 300.000 persone sono ancora sfollate mentre il governo prosegue nelle operazioni di recupero. Secondo quanto riportato da Save the Children, dei 350.000 abitanti di Marawi, solo 23.000 famiglie sono riuscite a tornare nelle proprie case. I restanti ex residenti di Marawi continuano a vivere nei centri di evacuazione che erano stati costruiti in prossimità della città durante l’assedio dei terroristi affiliati all’ISIS.

La situazione è ancora più grave per quasi 62.000 bambini che, a causa dei gravi danni subiti dagli edifici scolastici della città durante gli scontri, hanno perso un intero anno scolastico. “Sebbene sia passato un anno dall’avvio dell’assedio, i bambini di Marawi continuano a soffrire. Sono stati costretti a fuggire dalle proprie case e oggi si sentono insicuri in merito al proprio futuro. Molte famiglie, inoltre, a causa degli scontri hanno perso non solo la casa ma anche molto denaro e si trovano nella condizione di non essere in grado di garantire ai propri figli un’adeguata educazione”, ha precisato Alberto Muyot, CEO di Save the Children.

Marawi è situata sull’isola meridionale di Mindanao, l’unica a maggioranza islamica di un Paese dove la fede cristiana è la più diffusa. Il 23 maggio 2017, i guerriglieri del gruppo terroristico locale Maute, affiliati allo Stato Islamico, erano entrati dentro le mura cittadine sventolando le bandiere nere dell’ISIS. Subito dopo il loro assedio, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, aveva proclamato la legge marziale su tutta l’isola di Mindanao. Il 16 ottobre, l’esercito filippino aveva reso noto di aver ucciso, Isnilon Hapilon e Omar Maute, i due leader dei militanti affiliati all’ISIS che avevano guidato l’assedio il 23 maggio.

La principale paura del governo filippino era che i militanti affiliati all’ISIS riuscissero a instaurare una base operativa del gruppo terroristico a Marawi per compiere operazioni in tutto il sud-est asiatico. Tale possibilità è stata evidenziata in un report pubblicato dall’Institute for Policy of Conflict (IPAC), il 21 luglio 2017, in cui è stato evidenziato che, grazie all’assedio di Marawi, i militanti sarebbero potuti essere in grado di creare una rete di contatti tra diverse cellule dell’ISIS presenti in Siria, nelle Filippine e in Indonesia.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Alice Barberis

di Redazione

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