Libia: attentato suicida contro forze del generale Haftar

Pubblicato il 23 maggio 2018 alle 6:00 in Africa Libia

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Un attentatore suicida ha colpito un gruppo di combattenti della Libyan National Army (LNA), la forza militare sotto il comando del generale Khalifa Haftar, uccidendo 3 persone. La notizia è stata diffusa dal quotidiano di informazione The New Arab.

L’attacco è avvenuto martedì 22 maggio nella città di Ajdabiya, che si trova nella parte orientale del Paese, a 154 km da Bengasi. Lo stesso giorno, secondo quanto riferito da una fonte di sicurezza dell’LNA, altri militanti hanno attaccato un posto di blocco, situato a 150 km di distanza dal luogo del primo attentato, rapendo un militare. Finora, i due attacchi non sono ancora stati rivendicati.

Nel corso degli ultimi mesi, le forze dell’LNA sono state ripetutamente prese di mira dai militanti dello Stato Islamico. Lo scorso 9 marzo, l’ISIS aveva colpito una postazione di controllo nel territorio orientale della Libia, causando la morte di 3 soldati delle forze fedeli al generale Haftar. Successivamente, il 18 aprile, l’agenzia di stampa Reuters aveva riferito che un’autobomba aveva colpito il convoglio su cui stava viaggiando il capo di Stato maggiore dell’LNA, Abdel Razek al-Nazouri, uccidendo una persona e ferendone altre 2.

Ufficialmente, in Libia, lo Stato Islamico era stato sconfitto il 5 dicembre 2016, quando le brigate Bunyan al-Marsous avevano liberato la città di Sirte. Il generale Mohammed al-Naas, comandante delle forze di liberazione e responsabile della sicurezza di Sirte, ha altresì affermato che non vi sarebbe il rischio di un ritorno dell’ISIS nella città. Tuttavia, sebbene Sirte sia stata messa al sicuro, nell’ultimo anno si sono verificati attacchi sporadici a posti di blocco, strutture petrolifere e punti strategici in diverse aree del Paese. L’ultimo di questi attentati risale a martedì 8 maggio, quando alcuni militanti dello Stato Islamico si sono fatti esplodere presso un posto di blocco a 70 km da Ras Lanuf, uno dei principali porti petroliferi della Libia orientale, provocando la morte di 2 persone e 4 feriti.

Secondo al-Naas, i terroristi hanno cambiato strategia in quanto, diversamente da prima, non mirerebbero a conquistare le città, bensì a indebolirne la sicurezza, allo scopo di destabilizzare il Paese.

La Libia verte in uno stato di profonda instabilità, e il potere politico è diviso fra due governi rivali: uno, insediato a Tripoli, appoggiato dall’ONU e dall’Italia, e l’altro, insediato a Tobruk, sostenuto da Russia ed Egitto, il cui uomo forte è il generale Haftar. Ad oggi, il Paese non è ancora riuscito ad effettuare una transizione democratica, e questo lo rende particolarmente vulnerabile agli attacchi di gruppi di estremisti violenti, che mirano a destabilizzare e controllare il territorio.

 Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

di Redazione

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