Egitto: Human Rights Watch accusa l’esercito di demolire le case nella penisola del Sinai

Pubblicato il 23 maggio 2018 alle 16:40 in Africa Egitto

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Human Rights Watch (HRW) ha accusato l’Egitto di aver demolito oltre 3.000 case e proprietà commerciali nella penisola del Sinai, nel corso di una vasta campagna di sicurezza condotta contro i militanti dello Stato Islamico e le loro famiglie.

Sarah Leah Whitson, direttrice della Divisione Medio Oriente e Nordafrica di HRW, ha dichiarato che l’esercito egiziano sostiene di proteggere le persone dai militanti ISIS, ma “è assurdo pensare che distruggere le case, rendendo i residenti della penisola degli sfollati, li renderebbe più sicuri”. Le demolizioni e gli sfratti forzati, che avvengono perlopiù vicino al confine con la Striscia di Gaza, starebbero peggiorando una situazione umanitaria già precaria.

Secondo quanto riferito dal quotidiano di informazione The New Arab, un portavoce dell’esercito egiziano, intervistato da giornalisti dell’agenzia di stampa francese AFP, si sarebbe rifiutato di commentare il report di HRW.

L’operazione Sinai 2018 è stata avviata dalle forze armate egiziane il 9 febbraio 2018, allo scopo di contrastare terroristi e organizzazioni criminali nel Sinai del Nord e Centrale, in altre aree del Delta del Nilo così come nelle zone desertiche a ovest della Valle del Nilo. Si tratta di un’operazione su larga scala, operante via terra, via mare e via cielo con l’ausilio di guardie di frontiera e delle forze di polizia nazionali, che non prevede alcun limite temporale e che si concluderà solo quando gli obiettivi saranno raggiunti. Giovedì 8 marzo, il portavoce delle Armed Forces egiziane, Tamer El-Refaie, aveva affermato che dal lancio dell’operazione antiterroristica ad allora, erano stati uccisi 105 jihadisti.

Lo scorso sabato 14 aprile, alcuni uomini armati di pistole, cinture esplosive e granate avevano colpito un checkpoint militare nel Sinai centrale, uccidendo 8 soldati egiziani. L’attacco costituisce il maggiore attentato organizzato dagli estremisti contro le forze di sicurezza egiziane dalla rielezione del presidente al-Sisi e dall’inizio del suo secondo mandato, cominciato l’8 giugno 2014. Nel mese di marzo, il neo-rieletto leader egiziano aveva promesso al suo popolo che avrebbe concentrato i suoi sforzi sulla messa in sicurezza del Paese e sulla stabilità dell’Egitto.

Il 15 aprile, al-Sisi ha esteso di altri 3 mesi lo stato di emergenza nel Paese.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Federica Patanè

 

di Redazione

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