Burkina Faso: 3 sospetti terroristi uccisi in un raid dell’esercito

Pubblicato il 23 maggio 2018 alle 16:00 in Africa Burkina Faso

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Le forze di sicurezza del Burkina Faso hanno condotto un’operazione militare nella periferia della capitale, Ouagadougou, uccidendo 3 sospetti terroristi e arrestandone un altro, martedì 22 maggio. Nello scontro ha perso la vita anche un soldato mentre 5 persone, tra cui un civile, sono rimaste ferite.

“L’unità di intervento speciale della gendarmeria nazionale (USIGN) è intervenuta nella mattinata di martedì 22 maggio per rimuovere i sospetti terroristi stanziati nel distretto di Rayongo”, ha riportato una dichiarazione rilasciata dalle forze di sicurezza nazionali.

Non è stato ancora accertato a quale gruppo terroristico appartengano i 4 sospetti jihadisti ma, secondo Reuters, è probabile che provengano dall’organizzazione Ansarul Islam, la quale ha rivendicato la responsabilità di numerosi attacchi contro l’esercito del Paese, tra cui uno, nel dicembre 2016, che aveva causato la morte di 12 soldati a Nassoumbou, una città del nord al confine con il Mali.

Le regioni settentrionali del Burkina Faso subiscono regolarmente rapimenti e attacchi perpetrati da gruppi jihadisti contro rappresentanti dello Stato. Negli ultimi anni, le organizzazioni terroristiche dell’area sono riuscite a conquistare roccaforti sparse nella regione del Sahel, lanciando attacchi anche in Mali, Costa d’Avorio e Niger. Per arginare la crescita dell’estremismo e riportare la sicurezza nel Sahel, è stata lanciata, nel febbraio 2017, un’iniziativa nota con il nome di G5 Sahel Force, composta da 5.000 ufficiali, tra cui soldati, poliziotti e agenti speciali originari di Mali, Mauritania, Niger, Burkina Faso e Ciad. Queste zone dell’Africa occidentale sub-sahariana, essendo poche controllate, pullulano di militanti di al-Qaeda, ISIS e altre organizzazioni.

A lungo risparmiato dai gruppi armati attivi nel Sahel, il Burkina Faso, uno dei Paesi più poveri del mondo, ha cominciato a subire attacchi sempre più frequenti a partire dal settembre 2015, quando un colpo di Stato organizzato dall’Unità di sicurezza presidenziale aveva destituito l’ex presidente Michel Kafando. Il 15 gennaio 2016, a soli due giorni di distanza dall’inaugurazione del nuovo governo, presieduto dal premier Paul Kaba Thieba, alcuni militanti avevano sequestrato un hotel e un bar nel centro di Ouagadougou, causando la morte di 28 persone e il ferimento di altre 56, evidenziando la difficoltà della nuova amministrazione nell’attuare una risposta anti-terrorista efficace. L’assalto era stato rivendicato da al-Qaeda nel Magreb Islamico (AQIM), un’organizzazione terroristica islamista affiliata di Al Qaeda attiva nell’Africa nord-occidentale. L’ultimo attentato si è verificato il 2 marzo 2018, quando il quartier generale dell’esercito e l’ambasciata francese a Ouagadougou sono stati attaccati, lasciando otto morti e 85 feriti.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Chiara Gentili

di Redazione

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