Yemen: 5 morti e 22 feriti a causa di un missile dei ribelli

Pubblicato il 22 maggio 2018 alle 16:31 in Medio Oriente Yemen

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Un missile lanciato dai ribelli sciiti Houthi ha ucciso 5 persone e ne ha ferite 22 ferite durante un attacco contro città yemenita di Marib, sotto il controllo del governo del presidente Abd-Rabbu Mansour Hadi. La notizia è stata riferita martedì 22 maggio dall’agenzia di stampa SABA.

“Gli Houthi, appoggiati dall’Iran, hanno lanciato un missile Katyusha contro un affollato mercato popolare nel centro della città di Marib, uccidendo 5 persone e ferendone 22”, ha reso notol’agenzia stampa.

Il 21 maggio, le difese aeree saudite avevano intercettato e distrutto un missile balistico lanciato dagli Houthi sulla città di Jazan, nel sud ovest dell’Arabia Saudita. Da parte loro, i ribelli avevano reso noto di aver lanciato un missile balistico Badr-1 sull’aeroporto di Jazan. In tale occasione, il portavoce della coalizione saudita aveva denunciato la pratica degli Houthi di mirare alle zone residenziali, citando un rapporto dell’Agenzia ufficiale saudita.

Lo Yemen è dilaniato da un conflitto civile dal 19 marzo 2015 che vede la contrapposizione tra due forze. Da una parte quelle fedeli al presidente Hadi, deposto dai ribelli sciiti con un colpo di stato, il 22 gennaio 2015, è tuttora riconosciuto dalla comunità internazionale, e i gli Houthi dall’altra, appoggiati dall’Iran

L’Arabia Saudita è intervenuta direttamente nel conflitto yemenita il 26 marzo 2015, a capo della coalizione araba che supporta il presidente Hadi. Negli ultimi mesi, i ribelli yemeniti hanno intensificato il lancio di missili balistici contro il territorio nazionale saudita, come ritorsione nei confronti della coalizione araba, per i bombardamenti in Yemen. Il 7 maggio, infatti, la coalizione araba aveva bombardato il quartiere Al-Tahrir, nel quale si trovano il Ministero dell’Interno, il Ministero della Difesa e le sedi dei leader del Supremo consiglio politico degli Houthi, causando la morte di 6 civili e il ferimento di altre 30 persone. 

Durante il mese di maggio, si sono verificati diversi lanci di missili balistici da parte dei ribelli contro il territorio dell’Arabia Saudita. Il clima sembrava essersi disteso in seguito all’inizio del Ramadan. Infatti, nella serata del 16 maggio, mentre tutti i musulmani del mondo festeggiavano l’arrivo del mese sacro, il governo dello Yemen aveva proposto ai ribelli Houthi uno scambio di prigionieri. Il tentato attacco nella citta saudita di Jazan e i 5 morti e i 22 feriti nell’attacco alla citta yemenita di Marib, complicano questo scenario.

Gli scontri dei mesi precedenti tra la coalizione araba e gli Houthi hanno incluso un attacco, lanciato il 14 maggio, diretto al centro di distribuzione di Aramco, la compagnia nazionale saudita di idrocarburi, nel sud del Regno. Un altro attacco è avvenuto il 6 maggio, e il lancio di missili era diretto contro la città di Najran, situata nel sud-ovest dell’Arabia Saudita, al confine con lo Yemen. I missili dei ribelli sono stati intercettati e distrutti dalle forze saudite.

L’episodio più grave si era verificato nella notte tra il 24 e il 25 marzo, quando i ribelli yemeniti avevano lanciato 7 razzi contro il Regno, causando la morte di una persona. In seguito, il 28 aprile, un raid della coalizione aveva colpito la città yemenita di Sana’a, causando la morte di almeno 40 ribelli. Poche ore dopo, Riad aveva intercettato 4 missili balistici, sparati dal territorio dello Yemen contro la città di Jizan, situata nel sud dell’Arabia Saudita.

Secondo quanto riferito dalle Nazioni Unite, circa 10.000 persone sono morte in tre anni di guerra e su una popolazione di 22 milioni di yemeniti, quasi 19 milioni – l’80% della popolazione – hanno bisogno di aiuti umanitari e oltre 3 milioni sono stati sfollati.

Sicurezza Internazionale è il primo quotidiano italiano dedicato alla politica internazionale.

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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